Album

The English Beach

16 Giugno 2017 techno electronica

Secondo album, e primo per la L.I.E.S., firmato Broken English Club, uno degli alias con cui opera Oliver Ho, producer e DJ inglese. Classe 1974, Ho debutta nel 1996 per la Blueprint di James Ruskin e Richard Poison, pubblicando da allora tanti lavori sotto vari alias (Seeker, Birdland, Life, Veil, Roudive, Zov Zov – quest’ultimo progetto in duo con Tommy Gillard) in territori di frontiera tra tribal techno, EBM, industrial e noise. Le release a nome Broken English Club, moniker utilizzato dal 2014 (uscite soprattutto per la Cititrax di Veronica Vasicka, tra cui un 12″ in split con Silent Servant e l’album Suburban Hunting, del 2015) cercano un’instabile equilibrio tra cassa in quattro e «astratto, distopico liricismo sadomaso». Il secondo progetto sulla lunga distanza trova giusta casa/cassa di risonanza nell’etichetta di Ron Morelli, da sempre devota alle devianze elettroniche. L’album è un ritratto sonoro di Dungeness, un’inusuale e arida località della costa orientale inglese, conosciuta come l’unico deserto del Regno Unito, con una centrale nucleare che domina costruzioni abbandonate, rifiuti e rottami: perfetta ambientazione per le bordate potenti e ferruginose di Ho.

Nel widget qui sotto è possibile ascoltare per intero la traccia Plague Song.

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Discografia
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  • 1 Stray Dogs
  • 2 Breaking The Flesh
  • 3 The Sun Rising
  • 4 Plague Song
  • 5 Pylon
  • 6 Rust Ballad
  • 7 Wreck
  • 8 Carrion
  • 9 Concrete Desert
  • 10 Wire Fence
  • 11 The English Beach
  • 12 Last Signal
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