Album

Sahel

15 Settembre 2023 world_etnica blues

Quello di Goumar Almoctar aka Bombino è un ritorno atteso: cinque sono gli anni che separano il nuovo Sahel dal precedente Deran e dieci esatti da quel Nomad registrato in America e prodotto da Dan Auerbach che ancora oggi è uno dei suoi dischi più noti fuori dal circuito africano. Per Sahel si ritorna negli Stati Uniti, a Nashville, ancora una volta nello studio della metà dei Black Keys. Le carte in tavola non cambiano di molto: blues del deserto molto vicino ai più noti Tinariwen, brani circolari in lingua tuareg (il tamashek) e un generale messaggio culturale forte, ovvero la resistenza e la stessa esistenza della cultura a cui appartiene.

Quello di Almoctar, nato per accidente nel Niger oggi martoriato da violenze e instabilità di stato, è un popolo che non ha mai conosciuto i confini imposti sull’area sahariana dai colonizzatori europei. Ed è il tema del primo brano scelto già come video promozionale, Aitma, che è una vera e propria esortazione alla resistenza dalla Libia al Niger, dall’Atlantico all’Egitto. Il desert blues che non disdegna poliritmie anche adatte al ballo è il leitmotiv del disco, con brani dalla grande carica ritmica come Tazidert, ma che si alternano anche a momenti più vicini a quello che intendiamo come ballad o una campfire song, come Ayo Nigla, dove compare anche un’acustica.

Fa solamente strano il titolo del disco, Sahel, una parola che denota la fascia africana attorno grosso modo al Sahara, che secondo alcune interpretazioni di sociologi e antropologi è stata inventata dai francesi, e quindi sarebbe frutto del colonialismo europeo.

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Discografia
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  • 1 Tazidert
  • 2 Alwane
  • 3 Aitma
  • 4 Si Chilan
  • 5 Ayo Nigla
  • 6 Darfuq
  • 7 Ayes Sachen
  • 8 Nik Sant Awanha
  • 9 Itisahid
  • 10 Mes Amis
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