Album
Damaged
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Massimo Onza
- 8 Dicembre 2021
Uscito il 5 dicembre 1981, Damaged è il primo urlo di battaglia sulla lunga distanza dei Black Flag, storica band hardcore punk di Hermosa Beach, California, che ha segnato indelebilmente il genere come anche la storia della musica estrema a venire. Originariamente pubblicato per la Unicorn, sussidiaria della MCA, l’album fu cassato dalla casa discografica come “anti-parent”, divenendo quindi il primo vero e proprio lavoro della SST Records del chitarrista Greg Ginn.
Copertina d’impatto con lo scatto del fotografo Ed Clover che ritrarre il frontman Henry Rollins mentre rompe uno specchio con un pugno e 15 brani di pura flagellazione sonora. Questo il sussulto fulminate di un quintetto in stato di grazia che, dopo cambi di formazione e la fuoriuscita di ben due cantanti (Keith Morris, che successivamente darà vita ai seminali Circle Jerks, e il suo sostituto Ron Reyes, che gettò la spugna per la violenza degli show della band), si stabilizzò con le due chitarre di Ginn e Dez Cadena, il basso di Charles Dukovsky e la batteria di ROBO. A completare la line-up, il fondamentale e rabbioso apporto vocale del nuovo arrivato Rollins, ventenne ex rodie del gruppo, nonché ex frontman degli State of Alert, band di area washingtoniana con all’attivo l’EP No Policy uscito quello stesso anno per Dischord Records.
La grezza produzione esalta al massimo la potenza di ogni singola canzone, dall’iniziale anthem anti-Regan di Rise Above, introdotto da vorticosi giri di chitarra, passando per il punk rock esacerbato di Six Pack, No More e Depression, fino agli scontri all’arma bianca dei trenta secondi della vandalica Spray Paint, Thirsty and Miserable e Padded Cell. Brani che interpretano nel modo più disperato le urla di una generazione, come le psicosi suicida di What I See, la paranoia distruttiva di Gimmie Gimmie Gimmie, la brutalità convulsa di Police Story o la cazzonaggine di Tv Party. E se Damaged II impazza su stop and go deragliati sulla sei corde rumorista di Ginn, la soffertissima Life of Pain, con il suo mix di rallentamenti schiacciasassi e accelerazioni hardcore, apre a teorie proto-sludge, quelle esaltate in modo terminale nella finale Damaged I, psicodramma delirante protratto per tre minuti e mezzo di pesantezze in slow motion e riff torturati, e con un Rollins al massimo grado d’insofferenza.
Un classico da tenere a fianco a Land Speed Record degli Hüsker Dü, Group Sex dei Circle Jerks e Fresh Fruit For Rotting Vegetables dei Dead Kennedys. Di seguito lo streaming integrale.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Rise Above
- 2 Spray Paint
- 3 Six Pack
- 4 What I See
- 5 TV Party
- 6 Thirsty and Miserable
- 7 Police Story
- 8 Gimmie Gimmie Gimmie
- 9 Depression
- 10 Room 13
- 11 Damaged II
- 12 No More
- 13 Padded Cell
- 14 Life of Pain
- 15 Damaged I
