Album

Gut

21 Febbraio 2025 pop indie elettronica

Baths, alias dell’artista losangelino William Wiesenfeld, celebra quindici anni di carriera (l’esordio Cerulean è del 2010) con un album maturo e profondamente introspettivo, quasi fosse una seduta di (auto)psicanalisi. Gut, pubblicato per la sua etichetta Basement’s Basement, rappresenta una svolta importante nel suo linguaggio, arricchito da nuove traiettorie espressive.

La metamorfosi prende forma già in fase di scrittura e si traduce in un equilibrio inedito tra l’indietronica dalle tonalità zuccherose del passato e un sound più muscolare, tarato su chitarre stridenti, archi (nell’emozionante Verity) e una sezione ritmica in primo piano. Su questa struttura si innesta la voce di Baths, capace di rendere percepibili i repentini cambi di umore, talvolta condensati perfino in una singola traccia.

Il titolo dell’album, Gut — che letteralmente significa “intestino”— simboleggia il messaggio profondo che lo anima: il racconto degli sbalzi emotivi della vita queer con una vulnerabilità disarmante. Baths esplora il proprio vissuto attraverso un flusso narrativo avvolto di synth e modulazioni vocali, alternando desideri sfrenati (Sea of Men), profonda rassegnazione (Homosexuals) e una tensione latente, pronta a esplodere nella doppietta ai confini del post-punk di American Mythos e Peacocking, dove l’influenza di band come Protomartyr e Gilla Band si fa evidente.

In bilico tra riflessioni schiette e un flusso di coscienza straripante, Gut si ritaglia uno spazio tanto inedito nella discografia di Baths, ponendosi come un possibile punto di svolta per l’evoluzione futura del progetto.

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Discografia
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  • 1 Eye Wall
  • 2 Sea of Men
  • 3 Peacocking
  • 4 Eden
  • 5 Homosexuals
  • 6 Cedar Stairwell
  • 7 American Mythos
  • 8 Chaos
  • 9 Governed
  • 10 Verity
  • 11 The Sound of a Blooming Flower
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