Album
pokè melodrama
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Fabrizio Testa
- 6 Maggio 2024
Angelina Mango alla prova dell’album. Pokè melodrama esce strategicamente il 31 maggio, tre settimane dopo la partecipazione all’Eurovision Song Contest nell’anno della sua vittoria al Festival di Sanremo 2024. Prima soltanto un EP (Voglia di vivere) uscito nel 2023 a stretto giro da un talent (il solito Amici di Maria De Filippi). I tasselli di un rodato ecosistema discografico in cui rientra anche l’annuncio del disco fatto ad un live, la serata-evento Pare una pazzia al Fabrique di Milano.
Pokè melodrama è un banco prova per la figlia d’arte, uno di quei pochi profili mainstream a mettere d’accordo un pubblico quantomai trasversale ed eterogeneo. Merito della padronanza vocale ma anche del portamento. Mango è la ragazza della porta accanto che sul palco si trasforma in scafata popstar ma è anche la hit maker di singoli tormentoni, indispensabili biglietti d’ingresso per il vorace mondo dello streaming. Non ultimo, il management ha fatto un ottimo lavoro per realizzarne la scalata al successo. Parliamo della “solita” Marta Donà de La Tarma che cura (Marco Mengoni, Francesca Michelin, Alessandro Cattelan, Antonio Dikele Distefano) e ha curato altri big della musica in passato, a partire da quei Maneskin che proprio dopo dalla vittoria di uno scorso Eurovision hanno deciso di affidarsi a Fabrizio Ferraguzzo e alla sua Exit Music per il definitivo lancio globale.
Nell’album – quattordici tracce confezionate da producer di grido (Dardust e Zef, oltre che E.D.D ed Antonio Cigliano) – ritroviamo la pop dance mediterranea e/o caraibica, già sfoggiata nel banger estivo Ci pensiamo domani, nel primo estratto Che te lo dico a a fa’ e, in modo più sofisticato, nel pezzo vincitore del Festival La Noia. Non mancano i passaggi introspettivi, vedi Fila indiana, un brano in quota Madame / Mahmood che racconta un momento delicato – la morte del padre Pino -, sentimenti che riecheggiano anche in un’altra canzone presentata in anteprima durante la sopracitata serata milanese. Si tratta di Smile (“Lo sai che anche mio padre sta in cielo come il tuo”) il cui fraseggio ricorda un po’ troppo quello sfruttato nei recenti singoli.
Rimanendo in orbita Donà, e bruciando le tappe, si potrebbe azzardare un paragone con la Franncesca Michielin di 2640, un lavoro che, anche grazie ai parolieri e produttori del caso – Calcutta, Dardust e Tommaso Paradiso – offriva al momento della sua uscita (era il 2018) un pop distintivo e di qualità. Ma a quanto pare i piani per la giovane cantante sono più ambiziosi. Non parliamo di un posizionamento all’interno di un segmento di mercato nazionale (leggi l’Itpop allora in voga) ma internazionale. Si guarda a Rosalía, al latin pop e alla sua spendibilità globale. E perciò a partire da La Noia, scritta assieme a Madame con Dario Faini a produrre, di “indie” non c’è manco il ricordo.
D’altra parte Melodrama, l’ultimo estratto, è una spremuta d’algoritmo in cui convivono il flow del Salmo nella sua versione più danzereccia (Ho paura di uscire la reference), le soluzioni strette (ancora) alla Mahmood (nel pre-chorus e nell’inciso), l’imprinting melodico (nuovamente) di Rosalia e anche qualche spruzzata dell’ultima Shakira. Un (brutto) ibrido che offusca la personalità della lucana, inghiottita dalla mania del trend. E la paura è proprio questa: come spiegato nelle note stampa, il Pokè presente nel titolo è una metafora usata per certificare la convivenza di stili e generi diversi all’interno dello stesso disco, dunque della stessa bowl. Il maledetto effetto playlist sembra quasi servito, così come gli ormai classici feat con i trapper di turno (a questo giro scelti Bresh, Dani Faiv e Villabanks, presenti rispettivamente in Diamoci una tregua, Invece sì e Another World) e con il compagno di agenzia Mengoni (Uguale a me).
A far il paio con l’ambizione c’è un tour in tre tranche che toccherà anche numerosi paesi esteri. Si parte il 25 maggio con un ciclo di concerti legato ai Festival estivi con prima data prevista al Sea Star Festival di Umago (Croazia). In autunno sarà la volta dei club a cui seguirà la prima tournée europea con tappe a Monaco di Bavera, Colonia, Londra, Bruxelles, Parigi e Barcellona.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Gioielli di famiglia
- 2 Melodrama
- 3 La noia
- 4 Uguale a me
- 5 Crush
- 6 Smile
- 7 Diamoci una tregua
- 8 Edmund e Lucy
- 9 Cup of tea
- 10 Una bella canzone
- 11 Fila indiana
- 12 Invece sì
- 13 Che t'o dico a fa'
- 14 Another World
