Album

Mantras

26 Aprile 2024 pop rock alt numetal

Autoprodotto, Mantras (o, stilizzato, ~mAntras~) è il sesto album in studio targato Alien Ant Farm, band californiana con oltre venticinque anni di carriera alle spalle, ed arriva a nove anni di distanza dal predecessore Always and Forever.

La band guidata da Dryden Mitchell è una delle più citate – ma anche spesso dimenticate – one hit wonder degli anni 00s: l’improvviso successo della cover di Smooth Criminal di Michael Jackson (ad oggi quasi 500 milioni di ascolti su Spotify) non trovò mai seguito tanto che probabilmente solo chi ha passato ore davanti a MTV in quegli anni si ricorda ancora delle varie Movies o These Days, singoli minori baciati da piccole dosi di airplay televisivo nelle fasce orarie meno battute.

La proposta degli AAF è sempre stata per certi versi parallela sia al carrozzone nu metal che a quello post-grunge di quegli anni, attingendo da entrambi i mondi ma tentando di imbastire una propria versione dell’alternative rock che alternasse (spesso in modo caotico e pasticciato), riff possenti a variazioni dispari, un cantato sospeso tra MJ e certe cose emo-pop che sarebbero esplose da lì a poco (Fall Out Boy ma anche i meno fortunati Spill Canvas) e contaminazioni tipicamente californiane.

Nonostante un marcato revival dei primi 00s che sta coinvolgendo la Gen Z, Mantras è un disco senza un target (a parte i fan duri e puri della band) e probabilmente senza un pubblico. Non che sia particolarmente peggio o meno incisivo dei vecchi lavori (anzi, gli AAF vanno dritti per la propria strada calcando anche la mano sui groove proggy, come nel singolo So Cold) ma lungo la tracklist non c’è davvero nulla che possa far riaccendere i riflettori sulla band.

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