Madonna. La passerella delle atrocità, “American Life (Director’s Cut)”
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sentireascoltare
- 28 Aprile 2023
Nel 2023, per i suoi 20 anni Madonna pubblica una nuova versione, restaurata e in 4K, del suo video più politico di sempre, American Life. Il brano viene presentato nella sua versione integrale all’epoca censurata, un director’s cut che vede il clip recapitare un crudo messaggio anti americano, senza filtri di sorta: una sfilata di alta moda di soldati e soldatesse fashion degenera ballardianamente in un cruento teatro di guerra con corpi sbrindellati, granate e arti che volano. Un messaggio chiaro contro l’inutilità di tutte le guerre ma anche sulla natura plastica del consumismo a partire da quello incarnato dall’industria della moda e dello spettacolo con il suo sistema elitario e inarrivabile.
Composto assieme al produttore della seconda ondata french touch Mirwais, già al lavoro con lei nel fortunato Music, American Life, singolo e album, nascono all’indomani dell’11 settembre per uscire poco dopo lo scoppio della guerra in Iraq. Nel disco trovano spazio anche temi personali come la perdita della madre durante la prima infanzia, un discorso autobiografico / introspettivo già iniziato nel sopracitato Music e in Ray Of Light, un trittico di dischi in cui troviamo le riflessioni della popstar al suo massimo in termini di sincerità e autoanalisi. Riflessioni che American Life trasforma in disillusione e disaffezione sia per il proprio Paese, che per la sua stessa fama e per ciò che dovrebbe fare una Nazione, proteggere i propri cittadini (non mandarli in guerra combattere).
Nel clip, in quella passerella delle atrocità vista con gli occhi di Jonas Åkerlund, la modella è (idealmente) anche la Madonna degli esordi, quella inserita in un contesto di pura competizione e ricerca spasmodica di popolarità. Figura a cui si contrappone la Madonna rivoluzionaria e contro il sistema del 2003, i cui abiti confezionati dalla coreografa Arianne Phillips si ispirano a Che Guevara a Patty Hearst, Angela Davis e alle Pantere Nere.
Del clip esistono anche dei finali alternativi tutti reperibili in rete, in un paio di questi il protagonista è George Bush, sia nella versione in cui l’allora Presidente afferra un accendino a forma di granata per accendersi un sigaro, sia in quella in cui quel sigaro viene scambiato con un sosia di Saddam Hussein. Un tocco di ironia che smorza il sarcasmo e la violenza che deflagra nella sequenza finale.
Controverso e divisivo tra i fan di Madonna, American Life ha tenuto banco, mediaticamente e dal punto di vista delle vendite, meno di quanto il dibattito che si sarebbe formato attorno al video originale avrebbe potuto garantirgli.
Il clip esce il 16 aprile 2003, dopo un lungo tira e molla con MTV, in una versione radicalmente rivista, smontata del suo attacco frontale a un Paese dove “niente è ciò che sembra”. Nel final cut, Madonna si mostra davanti alla telecamera con un outfit disegnato da Stella McCartney ispirato alla divisa di un generale dell’esercito. Alle sue spalle le bandiere di varie Nazioni compresa quella della Palestina.
La popstar ha ceduto come non aveva mai fatto, né durante le crociate contro il bigottismo (il video di Like a Prayer e il Vaticano) né quando predicava una sessualità libera da ogni preconcetto e costrizione sociale (Erotica e Sex). I suoi timori maggiori – come dichiarato al quotidiano spagnolo El País – erano per le ricadute negative che il video avrebbe avuto sulle vite dei propri figli e sull’allora marito Guy Ritchie. Ma la versione originale del video in Europa era stata vista, se ne era parlato moltissimo nei mesi precedenti, e di converso il clip rivisto e “semplificato” si prestava alla derisione per la sua parte rappata (che nelle intenzioni di Madonna e del produttore aveva un intento autoironico).
I potenti riflettori dello show biz torneranno a puntare su Madonna agli MTV Video Music Award nell’estate di quell’anno quando bacia sulle labbra Britney Spears e Christina Aguilera, in quello che all’epoca sembrò un passaggio di consegne.
