La Rappresentante di Lista. Un ballo catartico nel videoclip di “Amare”
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Nicola Rakdej
- 4 Marzo 2021
Dopo il lead single Alieno, Amare è il secondo estratto da My Mamma, l’album dei La Rappresentante di Lista (Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina) in uscita il 5 marzo 2021 via Woodworm/Sony Music Entertainment. Il singolo è stato prodotto da Dardust ed è il brano che il duo (allargato negli ultimi anni) ha presentato in gara alla 71° edizione del Festival di Sanremo.
MY MAMMA è un disco che ha deciso da che parte stare, che si schiera. È un disco libero, fluido, accogliente e pieno di spigoli. MY MAMMA è un disco che parla di crescita, l’ennesima. Ogni decennio che attraversiamo sembra di essere sempre lontani dall’essere adulti, sembra di non volersi abbandonare al diventare grandi. E intanto abbandoniamo le paure, sputiamo in faccia alle disdette, raccontiamo un altrove inaspettato e salutiamo quello che via via ci abbandona per abbandonarci noi stessi ai cambiamenti, alle rivoluzioni.
Come scrive Davide Cantire nel suo commento, Amare «conferma la dimensione pop intrapresa dal gruppo e già accennata dal precedente lavoro in studio [Go Go Diva del 2018]». Per quanto riguarda il testo, il brano si inserisce in linea con il tema del disco, ovvero abbracciare le infinite possibilità che ci offre la vita («Vorrei essere tutto / Potrei essere niente / Nella strada infinita / La paura è la vita / Apro gli occhi e vedo l’universo»). Ma il processo di autodeterminazione non può completarsi senza il superamento di certe difficoltà («Amare senza avere tanto») e di certi dolori («Urlare dopo avere pianto»).
Nel semplice videoclip diretto da Alessandra Leone seguiamo Lucchesi camminare tra un complesso di capannoni apparentemente abbandonati. Nel mentre, con i restanti membri de La Rappresentante di Lista, la vediamo cantare il brano all’interno di un teatro; il clip poi si conclude con un ballo catartico.
Su SA potete recuperare lo streaming dei primi tre album della band, (Per la) via di casa (2014), Bu Bu Sad (2015) e il sopracitato Go Go Diva; in particolare di Bu Bu Sad potete leggere la recensione di Gianluca Lambiase.
