Flow

Flow #53 – Attraverso lo Specchio Nero

Pochi racconti hanno ispirato quantità di adattamenti come Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, così da diventare quasi una trappola per chi decide di metterci del proprio (qualcuno ha detto Tim Burton?); eppure quando l’orlo della saturazione sembra raggiunto e superato, ecco Melanie Martinez col video di Mad Hatter guadagnarsi l’apertura della playlist settimanale, che pur non è una classifica. La canzone è un inno pop alla follia, colonna sonora di un clip in cui la stessa cantante originaria di Porto Rico è Alice, protagonista di un mondo surreale, tanto fantastico e colorato quanto inquietante. L’elemento horror è vincente in questo complesso video attento all’estetica, ideato, scritto e diretto dalla stessa Martinez, cantante passata dal programma The Voice e autrice dell’unico full length Cry Baby, da cui il pezzo è tratto. A seguire uno dei due video pubblicati questa settimana da Charlotte Gainsbourg: oltre a quello relativo al brano Rest è infatti uscito anche il clip di Deadly Valentine, entrambi estratti dall’album Rest, in arrivo il 17 novembre prossimo. Si tratta del quinto album della cantante franco-britannica, già nota come interprete di molti film e attrice feticcio di Lars Von Trier in Antichrist e Nymphomaniac. Il clip in questione è stato diretto dalla stessa Gainsbourg  e vede la partecipazione straordinaria di Dev Hynes (Blood Orange). «Ogni video è frutto di idee molto personali», ha dichiarato l’attrice e cantante in un comunicato. «Questo in particolare mescola gli aspetti del matrimonio con un tono insolito. Volevo esprimere il concetto di un legame eterno; una coppia che va all’altare, dall’infanzia alla vecchiaia, il percorso di una vita. Ho chiesto al mio amico Dev Hynes se avesse voluto interpretare il mio partner e molto affettuosamente ha acconsentito. È stato divertente incontrare le nostre versioni più giovani e più anziane». Ancora un video caratterizzato da immagini e narrazioni dal sapore cinematografico con Com Truise e la sua Propagation: la synthwave del producer di New York è perfetta per la staticità elegante delle immagini curate da Will Joines e Karrie Crouse, che raccontano alla maniera di Black Mirror, in un futuro distopico in cui l’intelligenza artificiale elude il controllo dell’uomo, la drammatica monodimensionalità di una casalinga sintetica dell’alta borghesia. Il suo risveglio dal torpore di una non-vita sarà violento e privo di emozioni, e segnerà semplicemente la scoperta di nuovi automatismi in un’esistenza degna di un androide, rinchiuso in un microuniverso da cui non può fuggire. Il brano è contenuto nell’album Iteration, uscito il 16 giugno per Ghostly International.

Il quarto video della playlist parla invece di imperfezione, caratteristica naturale e non negativa del mondo fisico e psichico. Si tratta di Chaos in Motion degli I the Mighty, prog-rock band di San Francisco che fa parte del roster Equal Vision. Il pezzo è estratto da Where the Mind Wants to Go / Where You Let it Go, album in uscita il 20 ottobre. Il video è caratterizzato soprattutto da inquadrature perpendicolari dall’alto, che descrivono vari oggetti e azioni del quotidiano che inevitabilmente si scontrano col caos insito in tutte le cose. È poi il momento dei Mount Kimbie e del loro future garage spiccatamente elettronico promosso dall’etichetta Warp Records. Il duo londinese ha pubblicato a inizio settembre il terzo album, Love What Survives (qui recensito da Luca Roncoroni), da cui è tratta questa Four Years and One Day. Il video diretto da Duncan Loudon è un filmato che alterna riprese distorte di una corsa in bicicletta e una in automobile a una successione veloce di fotografie. A seguire ancora un duo, i Kllo da Melbourne, col video di Downfall. La protagonista del clip firmato Freya Esders è la stessa cantante Chloe Kaul intenta ad eseguire il brano, prima in contesti urbani, poi immersa progressivamente sempre più nella natura, potente come le fiamme del finale. L’electro-pop dei due cugini australiani si potrà apprezzare nell’album Backwater, in uscita il 20 ottobre via Ghostly International.

Flow si sposta poi in Scozia per la nuova uscita dei Belle and Sebastian, storica indie band formatasi a metà degli anni ‘90. Curato e diretto da Blair Young e girato a Glasgow, città natale della band, We Were Beautiful è il videoclip che accompagna il nuovo singolo dei Belle and Sebastian. Il clip intende rappresentare uno scorcio cinematografico sul risveglio della città la domenica mattina «con tutto il dolore, la gioia, la confusione e l’amore che porta con sé». Moses Sumney, con la pubblicazione di Aromanticism per Jagjaguwar, ha saputo ripagare la fervente attesa per il suo debutto discografico, riscuotendo clamore e responsi positivi dalla critica, nel confermare il talento già espresso nell’EP Lamentations. Durante lo stesso giorno è stato pubblicato anche il video di Lonely Word, una versione rivisitata e più cupa di quella già presente in Lamentations, e che oltretutto annoverava Thundercat al basso. Il clip in bianco e nero è stato diretto da Allie Avital e interpretato da Sasha Lane (protagonista di American Honey al fianco di Shia LaBeouf), che nei panni di un’agonizzante e sinistra sirena si rende complice di un intenso crescendo emotivo dall’epilogo nichilista, figurando il concetto di “aromanticismo” espresso dal musicista losangelino. Pubblicato in esclusiva sulle nostre pagine, Breathe è il videoclip che accompagna il primo singolo del misterioso producer Anything Pointless che sarà contenuto in un EP di debutto di prossima pubblicazione via Superbudda Production. Il clip, realizzato da Gabriele Ottino e Paolo Bertino con Ilaria Quaglia in collaborazione con Superbudda, amplifica il messaggio del brano attraverso inquadrature immobili e in movimento di una modella in posa su un piedistallo, alternando cromature argento e viola, in severo flickering coordinato. Ne risulta una trance estatica, eppure tesa, in contrasto continuo tra micro melodia e noise.

Il cantautorato italiano si inserisce nella playlist grazie a Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce. Dopo Ti Attraverso è infatti stato pubblicato in settimana il video di Totale, diretto da Zavvo Nicolosi per Ground’s Oranges. Una scena del video stesso, in cui appare una torta con una scritta e una data, rivela i dettagli dell’album che conterrà il brano: si intitolerà Infedele, un lavoro coprodotto con Iosonouncane e Mario Conte che sarà pubblicato il 27 ottobre prossimo via 42 Records/Believe. Lo stesso cantante siciliano dice del video: «Quelli presenti in Totale sono una serie di quadri in movimento che mettono in scena l’intero ciclo dell’esistenza: dalla nascita alla morte, passando per tutto quello che c’è in mezzo. Una sorta di viaggio surreale nella natura umana raccontata attraverso immagini dal forte contenuto iconografico e dal grande impatto visivo che enfatizzano e per certi versi contrastano le parole contenute nel testo della canzone. Una canzone ottimista, piena di vita, totale». La svedese Alice Boman ha condiviso il surreale video dell’inedito singolo Dreams, diretto da Jeanne Lula Chauveau e girato nelle sua amata Vårhallarna; il regista l’ha descritto così: «Ho voluto creare una particolare atmosfera ispirata alla canzone di Alice, ma senza influenzare troppo lo spettatore. La canzone di Alice parla di sogni, disillusione, perdita, assenza. Volevamo giocare con il realismo e il surrealismo, creando un mondo misterioso, una realtà interiore, senza utilizzare effetti speciali». Per Alice le riprese effettuate lungo i rocciosi paesaggi della Vårhallarna sono un omaggio ai ricordi d’infanzia, alla casa di sua nonna, rendendola così perpetua e sfidando la precarietà dell’esistenza di essa nel tempo. È poi il turno dei Liv, il gruppo di Lykke Li che conta tra le sue fila musicisti come Andrew Wyatt, Pontus Winnber e Björn Yttling. Prodotto da Jeff Bhasker, il sound della band è più orientato verso un folk-rock ispirato alla psichedelia anni ‘60, anziché verso la tradizione pop nord-europea. Hurts to liv è un brano che vuole essere un omaggio alla madre di Li e al padre di Wyatt, scomparsi di recente: una canzone che affronta con intensità una meditazione sulla vita e sulla perdita, mentre il video di accompagnamento riprende le prime fasi della vita, dallo sviluppo cellulare fino all’evoluzione nel grembo materno.

Il nuovo e caotico video di Not Waving (Alessio Natalizia) per il brano Me Me Me è una metaforica accusa all’egocentrismo sfrenato che aleggia attorno al comportamento di alcuni individui verso la società e il pianeta su cui viviamo; in questo frangente essi sono raffigurati come due bambini mascherati da scheletri che si rendono complici della rovina di una festa di compleanno. Good Luck è il titolo dell’album in uscita il 27 ottobre per Diagonal Records da cui è stato estratto il singolo. Si passa poi al secondo singolo estratto da V, album degli Horrors pubblicato il 22 settembre e qui recensito da Tommaso Bonaiuti. Dopo il clip di Machine, ecco la closing track Something To Remember Me By, accompagnata dal video diretto da Max Weiland: i Nostri, dopo aver firmato un contratto alquanto improbabile con l’altrettanto inverosimile Panopticon International Corporation, si vedono controllati e sfruttati come cavie per produrre le più svariate secrezioni corporali, le quali, una volta raccolte, saranno utilizzate come materia prima per prodotti che potranno essere spediti in tutto il mondo. Come per i The Horrors, anche per i canadesi Metz il 22 settembre è stato il giorno della pubblicazione del loro lavoro, intitolato Strange Peace (qui trovate la recensione di Tommaso Bonaiuti) e supervisionato da Steve Albini. Nella nostra playlist trova spazio Cellophane, con un video in bianco e nero talmente surreale e onirico da scomodare autori come Lynch e Buñuel, partorito invece da Shayne Ehman e che, come lui stesso dichiara, «raffigura una sfera in cui la coscienza è divisa, e si dispiega un mondo di contrasto. Il conseguente disincarnamento disperde la consapevolezza spaziale e sviluppa nuovi tipi di empatia. Due diventano tre, ed è solo metà della storia». Semplice, no!?

L’ultima parte della selezione rincara la dose per quanto riguarda la potenza dei suoni: presagi di morte nei nove minuti e mezzo di doom e sludge che compongono il video in viola e nero di Jordan Vance per Forest Clouds dei Windhand, usciti per Relapse Records con l’album Grief’s Infernal Flower, terza fatica a quattro anni da Soma. A seguire un altro pezzo di oltre nove minuti, ma che vale la pena di seguire interamente perché Children of the Eye (estratto da Mass VI) dei belgi Amenra è uno dei migliori video di questi tempi in ambito metal, considerando anche l’appiattimento in materia che si trova nel genere: oscurissimo e suggestivo, vi si vede uno scultore intento a fabbricare dei corvi che poi magicamente prendono vita. Responsabile del visual è Wim Reygaert, che dà vita a una metafora riguardante le lotte invisibili che affrontiamo tutti i giorni. Senza decelerare un secondo, arrivano i Lo! con Locust Christ e una grottesca rappresentazione dell’amore: vediamo infatti una coppia in auto unirsi e deformarsi letteralmente a seguito dell’amplesso. In chiusura gli Exhumed, con la storiaccia descritta nel video di Night Work: due profanatori di tombe vengono assoldati da un chirurgo senza scrupoli a cui serve carne fresca per i propri esperimenti; i due, guidati dalla bramosia di denaro e dalla sete di sangue, non guarderanno in faccia a niente e a nessuno pur di raggiungere i loro scopi.

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