Nasce Spotify Artists, il portale Spotify dedicato ai musicisti

In seguito alle critiche da parte di Thom Yorke, Nigel Godrich e David Byrne, il celebre servizio di streaming musicale Spotify ha deciso di lanciare un sito internet specifico per tutti i musicisti

In seguito alle critiche da parte di Thom Yorke, Nigel Godrich e David Byrne, il celebre servizio di streaming musicale Spotify ha deciso di lanciare un sito internet specifico per tutti i musicisti. Spotify Artists – questo il nome del portale – nasce con l’obiettivo di fornire una guida chiara a chi volesse servirsi della piattaforma per condividere la propria musica, con tanto di modello di business dell’azienda spiegato nei dettagli e servizio analytics per monitorare i dati relativi ai file caricati. Tra le novità in arrivo, ci sarà anche la possibilità di vendere biglietti per i concerti e merchandise direttamente dal proprio profilo, oltre che di avere informazioni sul sesso, la provenienza geografica e l’età degli ascoltatori.

Spotify ha rivelato l’ammontare del denaro erogato in rapporto alle canzoni ascoltate dagli utenti: per lo streaming di un brano si va da un minimo di 0,006 dollari a un massimo di 0,0084, forbice determinata da molteplici variabili. In un’intervista concessa al Guardian, commentando gli ultimi aggiornamenti del portale, il direttore dei servizi Spotify dedicati ai musicisti, Mark Williamson, ha specificato: “Sappiamo che Spotify non è ancora perfetto per tutti gli artisti, ma questa è la teoria che c’è dietro, quello che siamo e quello che saremo. C’è sempre molta confusione e persino scetticismo, tutte le volte che in musica nasce un nuovo formato (è successo anche con iTunes e col CD); lo capiamo, e proprio per questo vogliamo essere trasparenti, spiegando a tutti come funziona Spotify“.

Spotify sottolinea anche che il 70% del fatturato dell’azienda viene ridistribuito all’industria musicale (a etichette discografiche e detentori dei diritti, ovvero chi dovrà poi pagare i musicisti e gli autori secondo le loro percentuali), seguendo questa filiera:

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Nel 2013 Spotify ha erogato alla music industry quasi 500 milioni di dollari. Parlando di statistiche, a luglio 2013 un buon album indie di nicchia avrebbe potuto guadagnare 3.300 dollari mentre un “global hit album” sarebbe potuto arrivare a 425.000 dollari. Il celebre servizio di streaming ha inoltre stimato che quando raggiungerà i 40 milioni di utenti paganti, gli incassi di un buon album indie potrebbero arrivare a 17.000 dollari al mese, mentre quelli di un global hit album potrebbero sfiorare i 2 milioni di dollari.

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