Un sopravvissuto alla strage del Bataclan ha scritto una lettera aperta al frontman degli Eagles of Death Metal, Jesse Hughes, in risposta alle sue recenti affermazioni riguardanti lo staff della sicurezza del locale, colpevole di non essersi fatto vivo perché colluso con i terroristi. Hughes, proprio per aver ritrattato, dopo le formali scuse, le sue speculazioni sull’accaduto si è visto cancellare due presenze della sua band ad altrettanti festival francesi, ovvero il Rock en Seine e Cabaret Vert.
«I tuoi commenti hanno riaperto una brutta ferita», ha scritto Ismael El Iraki sul suo profilo Facebook. «Secondo te la sicurezza era collusa con i terroristi e stava avvisando tutti gli arabi del posto dell’imminente strage. Io ho un aspetto che ricorda molto quello di un arabo. Ho una folta e riccia barba nera e il mio colore della pelle lo ricorda molto, ma nessuno degli uomini della sicurezza mi aveva avvisato di nulla: si vede che se ne erano dimenticati. Io amo il rock n’ roll, lo vivo e lo respiro pienamente». Continuando con la sua lettera, El Iraki ha espresso gratitudine per Didi, 35enne di origini nordafricane, e per le sue eroiche azioni: «Quello che mi causa più dolore è che tu [Hughes, ndSA] non ti renda conto che un enorme numero di persone che come me cercava di uscire viva da quell’inferno deve la propria vita a un musulmano. Il suo nome è Didi ed è riuscito ad aprire una porta laterale sulla sinistra per farci uscire sani e salvi. Questa persona ha fatto una cosa che né tu né io né nessun altro che io conosca avrebbe mai fatto: è tornato indietro per salvarne ancora. Lui è un vero eroe. Tu affermi che l’Islam è un problema. Io dico che tutti voi, fottuti bigotti, e le vostre ridicole storielle del cazzo sono il problema». Per leggere la lettera di Ismael El Iraki nella sua versione completa vi rimandiamo al suo profilo Facebook.
Gli Eagles Of Death Metal sono attesi in Italia per tre date.
