Dopo avervi presentato la prefazione al libro, scritta da Paolo Benvegnù, e il primo, secondo, terzo, quarto e quinto capitolo, vi facciamo leggere il sesto e settimo capitolo di Finché c’è vita, romanzo d’esordio del cantante dei Santo Barbaro, Pieralberto Valli. Vi ricordiamo che ogni martedì SENTIREASCOLTARE pubblicherà due capitoli del libro, fino ad arrivare alla sua conclusione. Il testo sarà poi edito in formato cartaceo il prossimo novembre.
L’appuntamento con i prossimi due capitoli è per martedì 27 ottobre.
– VI –
Mi torna alla mente una riflessione di Chatwin, spesso frainteso scrittore di viaggio ma, a mio avviso, soprattutto filosofo del movimento. Analizzava la nostra atavica condizione nomade – una tradizione in cui abbiamo vissuto per millenni in una perpetua mobilità di corpi e di menti. Mangiavamo, dormivamo, conoscevamo il mondo come entità di passaggio e questo aspetto, tra l’altro, spiegherebbe perché, appena saliamo su un mezzo di trasporto, crolliamo immediatamente tra le braccia di Morfeo. Il viaggio è intimamente legato al corpo – gambe vigorose che avanzano sulla polvere – al mutare dell’orizzonte giorno dopo notte, notte dopo giorno, ma è anche e soprattutto condizione spirituale. Quando i nostri corpi si fermano troppo a lungo in un luogo perdono la ragione stessa per cui esistono. E allora cosa succede? Succede che…
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[L’anteprima si è conclusa l’8/12/2015 e non è più disponibile integralmente. Per acquistare il romanzo potete consultare il sito ufficiale di Treditreeditori]
