Vasco Brondi, foto per la stampa (2020)

Ricomincio da blog: “Chitarra nera” è il nuovo singolo di Vasco Brondi

Un Vasco Brondi dal respiro meno sloganistico

Come tutti sanno Vasco Brondi già da qualche anno – nel 2018 – ha archiviato l’esperienza Le luci della centrale elettrica, ma lo ha fatto annunciando l’intenzione di ripartire con un nuovo percorso. È quel che accade oggi: il cantautore ferrarese torna e lo fa senza nascondersi dietro a un moniker, ma del resto già da anni si era guadagnato la (meritata) carica di secondo Vasco nazionale.

Come è noto, i quattro dischi sfornati dal 2008 al 2017 lo avevano visto evolvere dallo sloganismo a bruciapelo con commentario sonoro nevrastenico degli esordi (in molti tirarono in ballo ascendenze Rino Gaetano, ma spenta ogni voglia di buttarla in sarcasmo) a una narrazione più articolata sia sul versante dei testi che della musica (in molti, ahilui, tirarono in ballo ascendenze Jovanotti, col quale del resto collaborò per il testo dell’hit estivo L’estate addosso). Una parabola insomma che lo vide passare “dal tweet alla news feed”, come chiosò efficacemente Nino Ciglio nella recensione di Terra.

Oggi, ormai nel pieno di questi sconcertanti anni Venti, Brondi riaccende i motori grazie a un nuovo singolo, di cui uscirà a breve un video con protagonista Elio Germano, entrambi ovviamente antipasto del nuovo album previsto a maggio. In Chitarra nera, questo il titolo, lo spoken word si snoda senza far caso alla metrica né delineare una melodia, una specie di “invettiva dimessa” su base di emulsioni sintetiche e gocce di piano, con tracce di canto laddove il carico emotivo indugia sui vocalizzi. Viene da pensare a dei Massimo Volume dall’afflato più diaristico che letterario, senza spigolosità elettriche a vantaggio di tentazioni atmosferiche vagamente eniane ma senza neanche troppe pretese. La musica torna insomma a farsi cornice e sfondo, un po’ come se il DNA del ferrarese fosse mutato in direzione Streets Of Philadelphia (lui stesso ha dichiarato che Nebraska è uno dei suoi punti fermi estetici e poetici), mentre al centro sembra posizionarsi appunto il passo lungo del racconto, il perno piantato su se stesso come punto di vista rispetto ai tempi, col personale che diventa politico e il politico che si accartoccia nel personale.

Per rifarsi alla metafora precedente, pare quasi che il nuovo step di Brondi preveda il passaggio dalla news feed al blog, con tutto il senso di obsolescenza del caso, che però in questi anni di ricambio febbrile e compresenza di prassi potrebbe rivelarsi azzeccata. Attendiamo nuovi elementi dal nuovo lavoro lungo Paesaggio dopo la battaglia, annunciato per il 7 maggio.

 

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