Eddie Van Halen, chitarrista e co-fondatore dell’iconica rock band Van Halen, è morto ieri presso il St Johns Hospital di Santa Monica all’età di 65 anni. Lo riporta il figlio Wolf tramite un post condiviso sul proprio profilo Instagram. Il musicista olandese naturalizzato statunitense si è spento dopo una lunga battaglia contro il cancro alla gola. A dare per primo la notizia è stato il website TMZ che sottolinea, come è noto, che il chitarrista si era sottoposto a vari cicli di chemioterapia, intensificatesi in questi ultimi mesi.
Non ci credo ancora ma devo scriverlo: questa mattina mio padre, Edward Lodewijk Van Halen, ha perso la sua lunga e ardua battaglia contro il cancro. Era il miglior padre che potessi chiedere. Ogni momento che ho condiviso con lui dentro e fuori dal palco è stato un dono. Ho il cuore spezzato e non credo di potermi mai riprendere completamente da questa perdita
Wolf Van Halen
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Eddie aveva formato a Los Angeles i Van Halen assieme al fratello Alex nei primi anni ’70. Il debut album è del 1978 mentre il singolo più noto è Jump, contenuto nell’album 1984, nonché prima e unica pop hit della band che gli è valsa una nomination ai Grammy. Gli assoli di Van Halen nonché la grande padronanza ritmica sono fuori discussione, ma l’innovazione per la quale il chitarrista è noto in tutto il mondo è il tapping, tecnica che consiste nel suonare lo strumento con entrambe le mani sulla tastiera in modo da coprire ampi intervalli, impossibili da raggiungere con il legato tradizionale.
Lo scorso anno il chitarrista era stato avvistato assieme al figlio ad un concerto dei Tool, notizia che all’epoca aveva fatto ben sperare i fan. E sempre a proposito di Van Halen, David Lee Roth aveva dichiarato nello stesso periodo che – almeno dal suo punto di vista – la band «era finita».