Come già detto, Melania, documentario sulla first lady statunitense, non sarebbe mai rientrato dei costi sostenuti da Amazon. A fronte di 75 milioni di dollari investiti, il film-regalo di Bezos a Trump ne ha guadagnati solo 16,5 in tutto il mondo. Negli USA, il 49% degli spettatori del giorno d’apertura si è identificato come repubblicano, il 2% come democratico, e il 72% era femminile.
Musiche senza permesso d’utilizzo
Il documentario ha fatto discutere anche il mondo musicale per l’inclusione di una porzione della colonna sonora di Jonny Greenwood, candidata all’Oscar, per Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson. Greenwood aveva già criticato la cosa, affermando che la Universal Pictures “non lo ha consultato”, violando il suo contratto. Anderson e Greenwood hanno chiesto che la musica fosse rimossa.
Dichiarazioni a cui fa seguito ora Marc Beckman, produttore di Melania, che ha definito le richieste “ridicole” e confermato che il brano resterà nel film. Beckman ha dichiarato a Variety: “Abbiamo creato un film unico che non tratta di politica. La musica era perfetta e abbiamo i diritti legali. Rimango fan dei Radiohead e ascolto la loro musica ogni giorno”.
Le critiche al documentario
La pellicola, diretta dal controverso regista Brett Ratner, è descritta come “un viaggio intimo nel mondo di Melania Trump. Il film mostra i preparativi per l’insediamento, la transizione alla Casa Bianca e il ritorno della famiglia nella Capitale, con materiali esclusivi e ambienti mai visti prima”.
Il Guardian l’ha definito “un remake spazzatura della Zona di Interesse”, riferendosi al film in cui veniva raccontata la vita quotidiana in un campo di concentramento dagli occhi dei burocrati nazisti, mostrando l’assurdità e la banalità del male con una narrazione distaccata e inquietante.
Tra gli altri brani inclusi nella soundtrack di Melania ci sono anche Billie Jean di Michael Jackson e Gimme Shelter dei Rolling Stones. L’aggregatore Rotten Tomatoes gli ha assegnato finora un 11% di gradimento critico.
Greenwood e Anderson candidati all’Oscar
Jonny Greenwood e Paul Thomas Anderson sono tornati a collaborare in Una battaglia dopo l’altra, che ha portato alla candidatura di entrambi ai prossimi Premi Oscar.