Node Festival 2023
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Edoardo Bridda
- 23 Novembre 2023
Si svolge dal 6 al 9 dicembre 2023, la nuova edizione di Node, festival dedicato all’incontro delle arti visive con la musica, il cinema e le nuove tecnologie. L’undicesima edizione dell’evento porta alcuni dei più interessanti nomi di ricerca sul sonoro e l’audiovisivo, ciascuno inserito in un contesto sinergico che si presta sia in termini ricettivi che di location site specific.
Due i percorsi d’avvicinamento, il primo, venerdì 24 novembre, presso La Tenda con i giapponesi GOAT, il secondo, venerdì 1 dicembre, presso la Chiesa del Voto, con il sound designer cipriota Mihalis Shammas. Se i primi si posizionano in uno spettro oltre rock, unendo psichedelia e alt-jazz, musica etnica e folk, ma soprattutto regalando tanta energia. E lo abbiamo ascoltato e apprezzato anche nell’ultima prova, Medicine. Il secondo affascina per la costruzione di sculture sonore ottenute dal Lyraei, uno strumento elettromagnetico ideato e costruito come moderna reinterpretazione della lira. Uno spettacolo il suo al confine tra la performance e l’installazione artistica, tra liuteria e ingegneria.
Node Festival vero e proprio parte sulle note della Chiesa di Gesù Redentore. È un concerto site specific quello di Ellen Arkbro, il 6 dicembre. La sound artist svedese, proprio come lei stessa ci ha raccontato in un’intervista di qualche anno fa, si è distinta per lo studio sulle accordature, l’intonazione e i rapporti armonici tra note e frequenze, argomenti che ha esplorato doviziosamente nei suoi studi newyorchesi con LaMonte Young, Marian Zazeela e Jung Hee Choi. Ne risulta una performance affatto astratta o concettuale ma che, anzi, pone al centro la manifestazione fisica del suono, la sua immersione nello spazio, ponendo così al centro l’ascoltatore.
Propriamente audiovisiva è invece la serata di giovedì 7 dicembre presso il Cinema Astra a partire dall’esperienza proposta da Gábor Lázár e Alex Guevara. Del primo abbiamo più volte parlato su queste colonne, sottolineandone la filiazione rispetto all’estetica di Mark Fell, un sound sculturale prismatico e ultra hd, preciso come il quarzo ma in grado di toccare cervello e muscoli essendo al tempo stesso dentro e fuori dal dancefloor. Del secondo sappiamo che farà il paio a queste musiche sfruttando l’interaction design, il design generativo ma anche elaborazioni audio-video in tempo reale unendo, digitalmente e organicamente, arte, scienza e tecnologia.
Venerdì 8 dicembre al Teatro Storchi ci sarà spazio per il piano preparato di Kelly Moran, compositrice statunitense già collaboratrice di Margaret Leng Tan e parte dell’ensemble di Oneohtrix Point Never per il tour di Age Of. Il suo ultimo album rimane Ultraviolet che è un ottimo esempio di musica minimalista e cageiana ma anche di horror ambient straniante e disturbante, da brividi sottopelle. Nella stessa serata, si esibirà anche il sassofonista Bendik Giske, la cui ricerca sonora, assimilabile a quella di Colin Stetson, è improntata ad una circolarità ipnotica ed estremamente fisica. In chiusura della serata di venerdì, la performance collaborativa di Elias Merino e Tadej Droljc, SYNSPECIES, un set a/v immersivo in cui i linguaggi dei due digital artist si incontrano per dare vita a un piano onirico abitato da oggetti audiovisivi in perenne mutazione.
La serata conclusiva, al Teatro Comunale di Modena, va in scena l’artista turco Cevdet Erek. Anche qui parliamo di performance site-specific e di un particolare strumento d’elezione, il davul, strumento della tradizione mediorientale dalle affascinanti e complesse stratificazioni. A seguire, il collettivo torinese SPIME.IM da sempre dedito ad indagare, attraverso progetti transmediali, le estetiche e i linguaggi derivati dall’affermarsi della realtà digitale. Ed infine gran finale, con la performance più attesa che unisce l’inedita (almeno in Italia) coppia formata da Caterina Barbieri e l’acclamato duo mancuniano Space Afrika, con MFO e Ruben Spini ad occuparsi degli interventi scenografici. Si tratta dell’unione di due realtà dall’impronta sonora piuttosto marcata: precisa, minimalista e psichedelica quella della prima, urbana, contaminata e post-ambient quella dei secondi.
Prevendite e abbonamenti
NODE 2023 è una produzione Lemniscata e fuse* realizzata grazie al contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Modena e il sostegno della Fondazione di Modena, nell’ambito del protocollo Modena Città dei Festival. Per l’acquisto dei biglietti per le singole serate e l’abbonamento per l’intero festival vi rimandiamo al sito ufficiale e a Boxer Ticket.
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