Magellano
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Edoardo Bridda
- 28 Novembre 2012
Progetto nato dalle menti dei genovesi Pernazza, Drolle e Filo Q, i Magellano si formano nel 2011 intenzionati a far convergere, con una buona dose d’ironia, electro pop e canzone d’autore, bass music e Hip hop, reggae e dub.
I tre esordiscono con il brano OkOk (remissato poi da MenInScretch, Gabriell e UselessWoodenToys) ottenendo da subito buoni riscontri su internet. Seguono diverse date live e djset pensati in location particolari, e un mixtape, DiscoVeryNice vol.1, realizzato per Toylet Magazine. All’inizio dell’estate, nel 2012 , in radio va in onda Il Pasto di Varsavia, il loro primo singolo ufficiale realizzato assieme a Tarick1. La canzone, oltre che nel circuito delle radio indipendenti, approda a Radio Deejay e Radio 105, entrando anche in heavy rotation su Deejay Tv.
Sempre nel 2012 i Magellano, su commissione di Sky Horror Channel, remissano in chiave dubstep Laura’s Theme – Welcome to Twin Peaks per il rilancio dello storico omonimo telefilm in Italia. Alla fine dell’anno esce Tutti a spasso, l’esordio discografico del trio prodotto da AleBavo degli LNRipley per la label bolognese Garrincha Dischi. L’album è – secondo le parole della band – un “il viaggio dei tre Magellano attraverso un presente scomodo, un momento storico che ha spinto Pernazza, Drolle e Filo Q a mettersi in cammino o più semplicemente in fuga“. Tra l’hip hop sbilenco di Pernazza e le sue narrazioni tra il reale ed il surreale, tra le parole di Filo Q sopra i groove elettronici ed i potenti beat di Drolle, Tutti a spasso è descritto come “musica che nasce dal ritmo, con bassi profondi, fra raggae e sincopi dub“.
Ad aprile 2014, sempre per Garrincha Dischi, esce Calci in culo, seconda prova sulla lunga distanza. Il disco viene registrato e missato da Emanuele Cioncoloni presso il ElFish Studio di Genova. Tra gli ospiti figurano L’orso, Escobar, Raphael, Gnu Quartet. La band parla di un lavoro influenzato da “Moombathon, trap, sonorità electro, bidoni di metallo e tamburi” e di “un roller coaster che passa dalla crudezza della metropoli ai block party delle periferie. Il tutto senza dare un giudizio morale, perché non c’è tempo, perché gira tutto troppo veloce”.
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