Pic by Luca Saini

Stearica

Dopo essersi fatti notare più di decennio fa nel volume conclusivo della serie della Wallace denominata P.O. Box 52, che fu reale termometro della bontà dell’underground italiano a giudicare dai nomi che vi transitarono (Rosolina Mar, Claudio Rocchetti, Taras Bul’ba, Neo, Lendormin, ecc), i tre Stearica hanno via via rodato sempre più il proprio sound pesantemente influenzato sia dal post-rock meno canonico, dal noise-rock meno brutale e dal rock dei 90s più libero e coraggioso.

L’esordio Oltre, targato Homeopathic Records, 2007, ne evidenziava l’anima irrequieta e la capacità di muoversi su una tavolozza di colori molto ampia eppure resa in modalità monocromatica. “Strutture mediamente molto complesse e libere da apparenti vincoli stilistici, capacità di sovvertire le aspettative miscelando influenze e rimandi, impostazione open-minded” non erano che alcune delle interessanti capacità del trio torinese – Francesco Carlucci (chitarra, basso, synth, elettronica), Davide Compagnoni (batteria, percussioni, samples) e Luca Paiardi (basso) – abile nel comporre un disco lontano da qualsiasi implicazione “nazionale”. Dopotutto, e l’attività on stage della band lo conferma, di italiano gli Stearica hanno (forse) solo il nome, avendo negli anni trafficato con – ed essendosi meritati il rispetto di – artisti del calibro di Girls Against Boys, NoMeansNo, Dälek, Tarentel, Damo Suzuki, ecc, e avendo collaborato con i pazzi nippo Acid Mothers Temple nell’elaborazione del comeback pubblicato sempre da Homeopathic nel 2010.

Stearica Invade Acid Mothers Temple è esattamente ciò che il titolo fa supporre: una “fotografia scattata il 32° giorno del tour” condiviso in cui le band hanno “invaso un pezzo di storia gli uni degli altri”, muovendosi tra industrial-rock groovey e corposo, space-rock tribale e futurista, post-rock materico e psichedelico e suite dall’alto tasso di freakedelia. Nel febbraio del 2015 i tre annunciano il terzo album Fertile, prodotto da Monotreme Records e impreziosito da numerosi ospiti del calibro di Colin Stetson e Scott McCloud (GVSB).

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