Abbiamo ballato
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Marco M. Boscolo
- 7 Luglio 2011
Un discorso complesso, quello dei City Final e di Andrea Pirro, frontman e leader della band, fatto di un continuo fare e disfare tipico di chi non si accontenta. Tutto era iniziato nel 2005 a nome La Passione Nera: un progetto solista che ha portato a un EP, ma che si è arenato dentro a una fuga verso la Gran Bretagna, destinazione Sheffield. “Tornato in Italia ho voluto continuare il discorso rincominciando da quattro”, racconta Andrea Pirro. “Nessuna scelta stilistica definita, se non un’evoluzione naturale”. E la voglia di rivolgersi maggiormente all’Italia, nonostante il cantato esclusivamente in inglese.
Nel sound di How We Danced c’è uno sguardo rivolto equamente ad Albione (Morrissey su tutti) e certa America tinta di scuro (Roy Orbison, Jonnhy Cash), per un folk cinematografico e darkeggiante che potrebbe essere stato scritto ieri come oggi o domani. I riferimenti cinematografici, sebbene non siano così circoscrivibili, sono comunque una parte determinante della proposta musicale dei City Final: “Se dovessi citarti un’esperienza cinematica definitiva, probabilmente direi il connubio tra Louis Malle ed Erik Satie in Fuoco Fatuo o anche Malle e Miles Davis in Ascensore per il Patibolo”. L’idea di cinema a braccetto con la musica è un’idea che per Andrea Pirro non ha confini di genere: “la malinconia francese di Yann Tiersen, le grandi orchestrazioni di Nino Rota, lo spaghetti-western’ di Morricone e Bacalov. E’ entrato tutto nel DNA dei City Final sulla base del desiderio di creare, a modo nostro, il feeling intimo delle orchestrazioni di una volta con l’approccio più diretto della line-up a quattro; o, visto altrimenti, dal desiderio di traslare in dimensione ‘da camera’ l’immagine tipicamente rock di un organico con chitarre, basso, e batteria”.
Nonostante questo background culturale complesso, le canzoni devono rimanere semplici. “lasciamo che i vari layer della musica si sovrappongano tra loro, come spesso avviene per le colonne sonore, ma credo che l’aspetto cinematico rimanga più legato a un certo tipo di ambientazioni che altro”. Ecco riemergere il lato folk e cantuatoriale di Pirro e soci. “Ho sempre nutrito un debole per la musica cantautoriale, sia che avesse ad oggetto i bordelli, come in Scott Walker che riprende Jaques Brel, oppure i cuori infranti cantati da Orbison o i fuorilegge e la cocaina di Cash.
Dopo il “calvario delle registrazioni”, che però hanno coinvolto anche Liam McKahey dei Costeau (“una leggenda assoluta e i Costeau sono uno dei miei gruppi preferiti”) e Nicola Manzan, How We Danced ha cominciato la sua vita “tra banchetti, cantine e balere”. Ancora una volta, in una perfetta scena finale da film in bianco e nero.
