Baravai 2022
Baravai, foto per la stampa di Leonardo Zen (2021)

Baravai 2022. Ricostruire lo spazio e rinnovarne la socialità

Dal 28 luglio al 6 settembre 2022, nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Romano di Terni, torna Baravai, un evento nato dalla volontà di recuperare una location rimasta in abbandono per rivitalizzarla e farla tornare a essere uno spazio di condivisione sociale. Un progetto ampio e reso possibile grazie alla Cooperativa Le Macchine Celibi Soc. Coop, che in collaborazione con Degustazioni Musicali e Letz offrirà per il terzo anno consecutivo un ricco programma di concerti, spettacoli teatrali e altri eventi dal vivo.

Evidente come di anno in anno la proposta del festival stia crescendo con sempre maggiore attenzione alla scena internazionale più ricercata – quest’anno la serie Degustazioni Musicali è composta da Agnes Obel, Timber Timbre e dagli storici Flipper – senza farsi mancare la sezione Baravai Music con volti noti del panorama italiano, come Cosmo e Chiello, e nuove leve (Colla Zio, Whitemary). Ma Baravai è anche teatro e soprattutto stand up comedy con Baravai Comedy, spazio che ha ospitato, tra gli altri, Elio Germano, Valerio Lundini e Francesco Montanari, e che quest’anno vedrà sul palco dell’Anfiteatro Romano Drusilla Foer con il recital Eleganzissima, Michela Giraud con lo spettacolo La verità, nient’altro che la verità. Lo giuro!… Reloaded!, Fabio Celenza in Uno spettacolo che (mi) lascia senza fiato! e Edoardo Ferrario per Baravai Extra con Il Dittatore Sanitario.

Come se non bastasse, il Giardino del Baravai offrirà per tutta l’estate eventi gratuiti, sia di artisti locali che nazionali e internazionali, ultimo tassello di una visione ampia che mira a rinnovare una vera e propria socialità culturale.

Di questo e molto altro abbiamo avuto modo di parlare con il direttore artistico di Baravai Anfiteatro Romano di Terni Andrea Leonardi, che in prima battuta ci ha raccontato l’impulso principale alla base di questa avventura: «l’esigenza di arricchire il territorio attraverso l’organizzazione di eventi culturali che da troppo tempo mancavano o comunque erano discontinui». Idee e spunti che partono da un bisogno intimo, ma comune a tutto il gruppo di lavoro, e concretizzatesi grazie al «piccolo miracolo di aver trovato un linguaggio condiviso che va al di là delle diverse provenienze ed esperienze di ognuno dei componenti dello staff, facendoli sentire parte di una cosa più grande».

Agnes Obel
Agnes Obel, foto per la stampa

Nonostante la rassegna sia nata durante il periodo pandemico, il paradosso – spiega Leonardi – è che le problematiche affrontate a livello organizzativo, soprattutto nella fase iniziale, non sono state legate tanto alle limitazioni causate dal Covid-19, quanto al grave stato di abbandono del luogo al momento dell’insediamento: «Sicuramente l’emergenza non ci ha aiutati, come non ha aiutato nessun altro nel settore, ma il vero passo è stato quello di ridare uno spazio di cultura e aggregazione alla città».

Se la logistica è stata risolta grazie alla volenterosa opera della cooperativa bolognese Macchine Celibi e alle sinergie sviluppate con alcune realtà organizzatrici locali, la costante affermazione della rassegna è il risultato di una fruttuosa strategia programmatica: «L’operazione fatta è stata trasversale, fin dall’inizio. Il primo anno ci siamo concentrati su una direzione artistica che includeva più che altro progetti nazionali (per ovvi motivi legati alla pandemia), ma già dal secondo abbiamo costruito una proposta che potesse abbracciare i gusti e le attenzioni di quanto più pubblico possibile, inserendo in cartellone artisti internazionali che hanno trovato sempre più spazio nella programmazione».

«La mission di avere una proposta ampia, dinamica e al contempo ricercata» è sempre più corroborata dall’attenzione prestata alla line-up, che nella prima serata del 28 luglio vede due interessanti nomi del cantautorato degli ultimi anni: quello colto, minimale e rigoroso di Agnes Obel e quello dalle tonalità soul pop futuriste dei Timber Timbre. «Un piccolo sogno che sta prendendo forma», spiega il direttore artistico: «Inizialmente abbiamo annunciato Agnes Obel, poi l’inserimento di Timber Timbre in apertura e, nella stessa giornata, anche la violoncellista e compositrice statunitense Lori Goldston, già collaboratrice, tra gli altri, dei Nirvana e musicista nello storico concerto MTV Unplugged in New York della band di Kurt Cobain».

Flipper
Ted Falconi e Stephen DePace dei Flipper con Mike Watt, foto per la stampa di Manfred Rahs (2022)

Per Leonardi «un altro piccolo sogno nel cassetto che si realizza» è l’arrivo, il 14 agosto, dei Flipper all’Anfiteatro Romano di Terni. Una vera e propria leggenda dell’hardcore statunitense che a livello di innovazione è stata pari a nomi quali Black Flag, Squirrel Bait e Minutemen – tra l’altro al basso ci sarà proprio il mitico Mike Watt di quest’ultimi ad affiancare i due membri originali Stephen DePace e Ted Falconi.

«Non scopro di certo io l’importanza di una band di questo calibro ed essere presenti, con Baravai, in questo tour mondiale, impreziosisce il nostro cartellone. I Flipper rappresentano un tassello strategico nella storia della musica underground mondiale e, anche se non ci sarà David Yow dei Jesus Lizard (frontman del tour precedente), la presenza di un pezzo da novanta come Mike Watt dà la misura dell’importanza della data».

Un concerto, quello dei Flipper, rilevante anche nella prospettiva di condivisione e diffusione culturale: «la ciliegina sulla torta è che si tratterà di un evento a ingresso gratuito, decisione fortemente voluta dal nostro staff per avvicinare anche un pubblico più giovane che magari non conosce il progetto e che speriamo di incuriosire».

Il livello internazionale non oscura la musica di casa nostra, ribadisce Leonardi, anzi «è importante dare risalto alla scena italiana». Scelte artistiche condivise per il terzo anno consecutivo con Letz, ormai una delle colonne portanti del festival. Uno spirito collaborativo che fa della sinergia tra differenti realtà il proprio punto di forza. In quest’ottica lo scambio e il dialogo sulla programmazione diventano fondamentali per sviluppare processi e attivarne di nuovi: «con Letz ci confrontiamo sulla progettualità, cosa non scontata in realtà simili dove invece si tende ad essere poco collaborativi nelle decisioni che riguardano la direzione artistica.

La data con Cosmo, in particolare, sancisce l’inizio di una nuova collaborazione, quella con Dancity Festival di Foligno, una delle realtà più importanti in Umbria nel mondo della sperimentazione e del clubbing».

Cosmo
Cosmo, foto per la stampa di Chiara Lombardi

La meditata scelta di trasversalità comunicativa e musicale si rispecchia efficacemente anche nella proposta teatrale: «la programmazione di un posto come Baravai – Anfiteatro Romano deve contemplare anche altre forme d’arte e intrattenimento che possano caratterizzarlo ancora di più come uno spazio culturale e aggregativo in un territorio diverso dai grandi centri e che, inevitabilmente, può offrire meno in questo senso. Da qui la scelta di inserire eventi legati al teatro e alla stand up comedy».

Una visione ben rifinita dagli spettacoli gratuiti, sia di artisti locali che nazionali e internazionali, che si svolgeranno per tutta l’estate nel Giardino del Baravai. Non semplicemente qualcosa da affiancare ai nomi principali, ma un ulteriore momento che nelle parole del direttore artistico emerge come tassello importante della socialità basata proprio sul legante culturale. «Sì, l’offerta che dobbiamo, a mio avviso, mettere in campo deve essere ampia. Da qui la volontà di far vivere lo spazio anche nei giorni non propriamente legati alla programmazione del main stage per mettere in connessione chi frequenta i nostri spazi con realtà locali di spicco, non ancora affermate o già conosciute, ma meno note al grande pubblico. Il tutto in un contesto culturale di rilievo con una location d’eccellenza come l’Anfiteatro Romano, luogo che, anche grazie a queste iniziative, sta entrando pian piano a far parte dell’immaginario collettivo della comunità ternana ma anche di chi arriva da fuori».

Per il dettaglio completo su line-up, prevendite e abbonamenti vi rimandiamo alla pagina dedicata da Sentireascoltare al Baravai 2022.

Baravai
Baravai, foto per la stampa di Leonardo Zen (2021)
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