I 10 film horror (+1) da guardare assolutamente ad Halloween

Halloween è alle porte, quindi è il momento ideale per gustarsi qualche buon capolavoro horror in compagnia o, perché no, in completa solitudine, così da rendere l’effetto “inquietudine” alla sua ennesima potenza. Ce n’è per tutti i gusti: dai classici senza tempo alle piccole perle da riscoprire, fino ad arrivare a qualche piccola sorpresa che il passato recente ci ha riservato. Rigorosamente in ordine sparso:

Sinister (Scott Derrickson, 2012)

Per chi non lo conoscesse, Scott Derrickson è il regista attualmente nelle nostre sale con Doctor Strange (ultimo prodotto di casa Marvel), ma è anche colui che ci ha regalato horror di assoluto rilievo come L’esorcismo di Emily Rose e Liberaci dal male. Il suo talento però emerse già prepotente in Sinister, film a basso budget capace di tenere desta l’attenzione per tutta la sua durata, abbracciando tutti gli stereotipi del genere (casa stregata/protagonista scettico) ma inserendoli al contempo in un contesto narrativo che ricorda a più riprese i vecchi classici. Come il protagonista, lo spettatore rivede i filmini da cui si snoda l’intera vicenda, fino ad un finale che ha la potenza e la forza di rimettere tutto in discussione, senza per questo apparire posticcio.

Babadook (Jennifer Kent, 2014)

Vera perla degli ultimi anni, il qui presente è un minuscolo film a basso budget proveniente dalla mente di una regista australiana devota alle tinte ombreggianti del cinema espressionista tedesco, al quale questo Babadook è direttamente collegato. Al suo esordio nel lungometraggio, Jennifer Kent dimostra una cura per la messa in scena degna di un veterano e la capacità di coniugare classico e (post)moderno in maniera credibile e mai pretenziosa; infine, dissemina la sua opera di suggestive citazioni e inquietanti presagi che esplodono in un finale a dir poco fiabesco e straniante.

Re-Animator (Stuart Gordon, 1985)

Primo grande classico di questa classifica, è l’esordio alla regia di Stuart Gordon, che insieme all’amico Brian Yuzna donò nuova linfa al genere horror utilizzando nient’altro che il potere della creatività. Dotato di un’eccellente qualità artistica, il duo riesce quasi a far passare in secondo piano la scarsa disponibilità di mezzi e a ricostruire un immaginario macabro e seducente, ispirato al grande H.P. Lovecraft. A metà anni Ottanta il film piombò come un fulmine a ciel sereno, ma solo in seguito fu riscoperto, ed attualmente è considerato un cult da molte generazioni di appassionati.

La maschera del demonio (Mario Bava, 1960)

Come non inserire in questa classifica il precursore di tutti i grandi registi che dedicarono la loro vita al genere gotico, che col suo gusto visivo finì per plasmare molte generazioni di cineasti: da Tim Burton a Dario Argento, da Guillermo del Torno al duo Yuzna/Gordon, tutti devono qualcosa a Mario Bava, e il suo esordio alla regia, dopo anni trascorsi come direttore della fotografia, sembra quello di un veterano. Al di là delle mille invenzioni di cui è condito, il film crea un vero e proprio immaginario dell’orrore, dannatamente moderno e sfruttato ancora oggi.

La notte dei morti viventi (George A. Romeo, 1968)

George A. Romero: basterebbe solo citare il nome per far riecheggiare gli ululati o i lamenti dei non morti. È il primo capitolo della serie sui morti viventi e vero e proprio capostipite di un genere che da allora venne saccheggiato nei modi più disparati e impensabili, ma che solo Romero riuscì a caricare di una denuncia sociale e politica così estrema e fruibile al medesimo tempo. Un film che non risparmia nessuno, che mostra un’umanità già condannata e senza possibilità di redenzione. Lo scenario perfetto per la notte delle streghe.

Il mistero di Sleepy Hollow (Tim Burton, 1999)

In questa stessa pagina citavamo proprio l’influenza di Mario Bava su Tim Burton: Il mistero di Sleepy Hollow ne è la prova più concreta, fatta di rimandi a quelle atmosfere, se non proprio di citazioni esplicite (la scena d’apertura, ad esempio). Burton, da genio puro qual è, infarcisce il racconto di Washington Irving della sua riconoscibilissima ironia e ci consegna un esempio di cinema gotico puro, con un Johnny Depp irresistibilmente spaesato e un Christopher Walken inquietante come non mai (senza nemmeno una linea di dialogo).

Gli invasati (Robert Wise, 1963)

Altro grande classico, altro esempio di gotico. Se amate il genere non potrete certo farvi sfuggire questo esempio diretto dal grande Robert Wise, che punta tutto il suo irresistibile fascino sulla costruzione psicologica della sua protagonista: la temibile Villa Crain. Praticamente privo di effetti speciali, il film è dotato di un ottimo e inquietante comparto sonoro e delle interpretazioni memorabili di un cast ispiratissimo, tra cui spicca Julie Harris, che da sola racchiude tutta l’inquietudine frutto della malvagia influenza della magione. Tratto dal romanzo di Shirley Jackson, ebbe anche un remake assolutamente da dimenticare nel 1999.

Suspense (Jack Clayton, 1961)

Diretto da Jack Clayton, Suspense (come è stato tradotto dall’originale The Innocents) è l’adattamento cinematografico del racconto Il giro di vite, di Henry James; il film riesce a restituire tutta la sconcertante ambiguità del materiale letterario, compreso il sottile gioco tra soggettività e oggettività, vero motore dell’azione e vortice di emozioni per lo spettatore, ben consapevole nel percepire con quale personaggio schierarsi, fino a un finale che rimette tutto in discussione. Inoltre, è da rimarcare l’uso delle luci e della profondità di campo, capaci di rielaborare al meglio la lezione dell’espressionismo tedesco.

L’esorcista (William Friedkin, 1973)

Benché sia da sempre considerato, a ragione, il più terrificante film di tutti i tempi, è bene citare L’esorcista come una delle massime espressioni del suo regista, William Friedkin. Egli, infatti, non è tanto interessato all’aspetto horror della vicenda (che ovviamente riproduce al netto della sua ispirazione), quanto ai suoi contorni da thriller religioso, che spingono il ritmo della narrazione fino a raggiungere l’apice nel finale, che altrimenti sarebbe risultato inefficace. Un must per ogni appassionato che si rispetti.

Halloween (John Carpenter, 1978)

Indubbiamente presente in ogni genere di classifica, da quelle dei film horror a, perché no, quelle dei più grandi film di tutti i tempi, Halloween è uno dei capolavori partoriti dal genio visionario di John Carpenter. Se non lo avete mai visto, non c’è nottata migliore di quella delle streghe; se, invece, ne conoscete persino le battute a memoria, non vi resta che ripiegare sul meno noto e sottovalutato Fog (1980), terrificante favola della buona notte.

Bonus: Donnie Darko (Richard Kelly, 2001)

Il film bonus di questa classifica è indubbiamente uno dei cult assoluti del cinema del nuovo millennio, capace di catalizzare l’attenzione di milioni di appassionati raccontando a modo suo un’altra generazione: quella degli Eighties. Siamo, infatti, nel periodo dello scontro elettorale tra Bush Sr. e Dukakis quando la parabola di Donnie Darko si svela agli occhi della piccola cittadina di Middlesex. Giocando con un campionario di generi cinematografici (horror, thriller, fantascienza, soap-opera), Richard Kelly rilegge e declina secondo la sua sensibilità la lezione di David Lynch, consegnandoci un esordio degno di essere ricordato in eterno. Donnie Darko (che piombò nelle sale nello stesso anno di Mulholland Drive) rimane ancora uno dei ritratti generazionali più riusciti, capace di riflettere sul passato e sul presente di un’America perennemente schiava delle apparenze. Difficile, poi, dimenticarsi di Frank, il coniglio gigante che profetizza la fine del mondo proprio a ridosso della notte di Halloween.

Menzioni speciali

Non aprite quella porta (1974), Poltergeist – Demoniache presenze (1982), Quella casa nel bosco (2012), Nightmare – Dal profondo della notte (1984), The Exorcism of Emily Rose (2005), The Others (2001), Suspiria (1977), L’evocazione – The Conjuring (2013), Inferno (1980), Carrie – Lo sguardo di Satana (1976), La casa 2 (1987), Il gabinetto del dottor Caligari (1920), Macabro (1980), Shining (1980), Nosferatu (1922).

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