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Critterland

26 Gennaio 2024 cantautori country

Artisti come Chris Stapleton, Jason Isbell o Tyler Childers sono anni che propongono una personale e credibile versione della tradizione americana country con buoni risultati di pubblico dimostrando che negli USA dominati dalle terribili proposte bro-country o da personaggi come Morgan Wallen (il suo One Thing at a Time è stato al n.1 della classifica per sedici settimane) comunque non manca la voglia di qualcosa di più genuino.

Quella voglia che ha trovato in Zach Bryan il volto cardine di un possibile rilancio mediatico di un genere che a giudicare dalle recenti notizie finirà per caratterizzare una fetta importante del mercato discografico del 2024: Stick Season di Noah Kahan è in cima alle charts da settimane, Lana Del Rey ha già annunciato la pubblicazione di un album country (al momento intitolato Lasso), Beyoncé ha seguito a ruota, Maggie Rogers ha appena pubblicato la titletrack del nuovo album (Don’t Forget Me) ed è pura pop-americana e anche in ambito meno mainstream abbiamo una Waxahatchee che pare prossima a grandi cose rimarcando la svolta alt-country dopo gli esordi indie slacker e soprattutto abbiamo una Adrianne Lenker (con un cappello da cowboy in primo piano, esattamente come Hurray for the Riff Raff sul nuovo album) che non sbaglia una canzone neanche a volerlo.

Tutta questa premessa per introdurre Willi Carlisle, un nome che difficilmente troverà la notorietà dei nomi appena citati ma che ha da poco rilasciato uno dei migliori album country-related degli ultimi mesi. Si intitola Critterland e si compone di dieci episodi introspettivi, talvolta crudi, caratterizzati da una forte vena poetica e da sonorità che spaziano dal bluegrass all’americana passando per sfumature old time.

Non è tanto una questione di stile (la proposta di Carlisle in fin dei conti non è così peculiare) ma di scrittura e basterebbe il primo verso della titletrack (“I coulda been a businessman, I was too hot-headed. Plus I never had the money, plus I kinda got arrested. But my sweet old folks thought I’d make a pretty decent one of those. And I still live the kind of life where people judge on your clothes.”) per rendersi conto di essere di fronte ad una penna di livello. La sofferenze emergono in tutte le loro sfumature, dalla mental health (il chiaro doppio significato di The Great Depression) al suicidio di un amico (“It’s no surprise your body never was found. I find your body all over this town”, Jaybird) passando la morte del padre (“He was dead inside my head long before he died”, The Arrangements) per vari riferimenti alla dipendenza dalle droghe (When the Pills Wear Off).

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