Album

Hold

27 Ottobre 2023 pop indie

Se fossimo nel 2013 invece che nel 2023 il nuovo album targato Wild Nothing sarebbe probabilmente una delle cinque uscite più attese della stagione, eppure così non è. Per trovare la motivazione bisogna tornare proprio a quel 2013 che lo vide protagonista di un non-enorme-ma-importante cambio di rotta intrapreso l’EP Empty Estate: dopo aver pubblicato due degli album simbolo dell’indie pop dei primi anni Dieci (Gemini e Nocturne), quell’EP iniziò a mostrare un calo di ispirazione e una prelidizione per alcune scelte stilistiche sulla carta interessanti (un maggior focus sul synth-sophisti pop) ma non ancora inserite ad arte in una proposta sempre vicina alla retromania 80s ma che inizialmente faceva leva in primis sul reparto nostalgico ed etereo di certe memorie lo-fi, con risultati più coinvolgenti.

Sonorità più scintillanti e sintetiche (a tratti quasi new romantic) che mostrarono importanti segni di stanchezza in Life of Pause (2016), per poi lasciare qualche spiraglio di luce nel successivo Indigo (2018) che un paio di tracce più memorabili le conteneva.

Proprio il fatto di non riuscire più a scrivere brani che lasciano il segno è ciò che limita anche il nuovo Hold, quinto album (il primo scritto e prodotto interamente da Jack Tatum dai tempi di Gemini) pubblicato sempre per la fida Captured Tracks che si porta dietro le mutazioni esistenziali dovute alla pandemia e alla paternità.

Non siamo di fronte ad un lavoro pigro o scialbo – gli arrangiamenti di Tatum sono sempre piuttosto intelligenti e curati – ma è davvero difficile trovare qui una nuova Chinatown, una nuova Shadow o una nuova Paradise. Sembra sempre che manchi qualcosa – l’hook giusto, il giro di chitarra o la melodia – in grado di rendere queste undici composizioni qualcosa di più di discrete canzoni destinate all’oblio.

Nel complesso Hold si difende bene rispetto ai più recenti predecessori (compreso l’EP Laughing Gas, 2020) per via di una maggiore eterogeneità e per alcuni piccole divagazioni maggiormente dancey rintracciabili nei singoli Suburban Solutions e Headlights On (con Hatchie), brano quest’ultimo caratterizzato da un beat 90s a cavallo tra baggy e balearica.

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Discografia
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  • 1 Headlights On (feat. Hatchie)
  • 2 Basement El Dorado
  • 3 The Bodybuilder
  • 4 Suburban Solutions
  • 5 Presidio
  • 6 Dial Tone
  • 7 Histrion
  • 8 Prima
  • 9 Alex
  • 10 Little Chaos
  • 11 Pulling Down the Moon (Before You)
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