Album

Instant songs

5 Maggio 2023 cantautori folk exotica_lounge_muzak

Il trio livornese composto dai cantautori Alessandra Falca e Emiliano Dominici / Memi Lioni con la cantante reggae residente in Francia Marina P raccoglie le fila delle esperienze che i suoi componenti hanno condiviso in passato e realizzano Instant songs, un disco in linea con lo stile espresso nei primi lavori (uno split album più Tutto l’amore dimenticare di lei sola) arricchito dalle esperienze accumulate oltralpe e oltremanica dalla terza.

Si tratta di canzoni instant nel senso che vengono scritte in breve ma che brevi lo sono anche di durata, piccoli bozzetti acustici (due chitarre e poco altro) d’amore, ironia e vintage, melodie malinconiche ma con un sorriso (Trappola, ad esempio), riflessive e frizzanti, che guardano all’Italia di Canzonissima nel ricordo di Lelio Luttazzi su ritmi latini un po’ dei tempi del lounge un po’ strizzando l’occhio a certa Vanoni

schizzi di canzoni, quasi sempre brevi e minimali […] scritte per gioco […] brevi canzoni scritte, eseguite e filmate nell’arco di poche ore, con la collaborazione di varie guest star. […] essenzialmente acustico e privo di post-produzione, l’album è grezzo, brut, raw, con un gusto sixties ma non solo, con tante influenze musicali da scoprire traccia dopo traccia […] polaroid, istantanee che improvvisamente, puf!, scompaiono.

I testi seminano arguzie (“non si può passare settembre / chiuso in casa da solo come un superalcolico”, “Bevo soltanto caffé scorretti / per ricordarmi dei tuoi difetti”) e talvolta abbandonano l’italiano per il francese o l’inglese (e un inciso in greco quando partecipa Marina Mulopulos), tra lamenti d’amore, dialoghi quotidiani  e racconti di nevrosi (Dubito) narrati con riferimenti vari alla cultura, popolare o meno (“voglio una proposta intellettuale di niveau / dov’è l’ideatore del pendolo di Foucault / prima era avanguardia ora è solo consommé”, da Anatema tiè).

E quando il nome della band pronunciato in chiusura del brano appena nominato sembra la firma che chiude questa rassegna di quadretti leggeri ma con spessore, in realtà c’è ancora quella che eleggiamo come la più bella: La catena alimentare, che chiude il disco su una nota un po’ più seria mescolando il politico di certo folk con il “personale” amaro che sottostà anche alle più allegre canzoni della band.

Un esperimento divertente e riuscito, chiuso da una canzone che in certi circuiti potrebbe anche avere (una meritata) fortuna.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 No no no
  • 2 Quello che è stato
  • 3 Non si può
  • 4 Santiago
  • 5 Questa non è una città
  • 6 Don't judge
  • 7 What's up
  • 8 A quest'età
  • 9 Solidao
  • 10 Pas toujours
  • 11 Fiche-moi la paix
  • 12 Bene
  • 13 Trappola
  • 14 Dubito
  • 15 Anatema tiè
  • 16 La catena alimentare
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