Album
Peacemaker
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Carmine Vitale
- 19 Febbraio 2024
A distanza di cinque anni dall’umbratile esordio Shades, opera a tinte noir sulla scia del più ispirato Micah P. Hinson o di un’enigmatica Angel Olsen, la cantautrice americana Vera Sola (al secolo Danielle Ackroyd) torna con il nuovo lavoro, Peacemaker, sempre nel segno di Nancy Sinatra e Lee Hazlewood.
Un album che mette da parte l’impronta minimalista degli esordi – tutta giocata sul dialogo intimista voce-chitarra e su fugaci suggestioni dreamy – e che dà spazio ad una coralità inattesa e frutto di un lavoro (non più per sottrazione) sugli elementi che vanno a caratterizzare le undici tracce; pesa in questo senso la co-produzione di Kenneth Pattengale (Milk Carton Kids) e un folto numero di musicisti coinvolti in una narrazione dai tratti tipicamente cinematografici, con “paesaggi sonori” che richiamano ed omaggiano l’immaginario tagliente di registi come Ford o Leone.
In una posa di michelangiolesca potenza, la giovane cantautrice è protagonista indiscussa nella scena costruita per l’artwork dell’album, il cui fulcro tematico ruota attorno alla narrazione di un’America rurale e arcigna – ripenso a quella perfettamente inquadrata nel concept album curato da Clementi e Nuccini sulla spinta delle parole estrapolate dalle Motel Chronicles di Sam Shepard – e che però non rinuncia mai agli afflati sinuosi e onirici (I’m Lying), all’asciutto lirismo à la Marissa Nadler (Desire Path), ballate claustrofobiche in quota Bad Seeds (Bird House) o punte acuminate e spregiudicate che ricordano la potenza seduttiva di una Anna Calvi (Blood Bond).
Ogni singolo elemento di Peacemaker ha forza di sussurrare all’ascoltatore la sensazione di trovarsi ad un crocevia tra passato e futuro, tra profondo west e ultra-contemporaneità; sebbene l’album sia stato pensato ed arrangiato nel 2019, i brani sono stati scottati sul fuoco ardente della pandemia tirando fuori luci ed ombre ancor più taglienti finendo per incastrare nella stessa scena Tom Waits e i più desertici Calexico. Un disco che ha il sapore di un (già) piccolo classico e che getta, invece, sulla polistrumentista classe ’89 – più che una semplice luce – un vero e proprio bagliore accecante.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Bad Idea
- 2 The Line
- 3 I'm Lying
- 4 Get Wise
- 5 Desire Path
- 6 Waiting
- 7 Bird House
- 8 Hands
- 9 Is That You?
- 10 Blood Bond
- 11 Instrument of War
