Album

Colors, Memories (microEP #1)

28 Giugno 2024 rock psych alt

Pubblicato il 28 giugno 2024 per la SeaOwl Records, Colors, Memories (microEP #1) è il lavoro dell’artista toscano TYTO dietro cui si cela il polistrumentista Beppe Scardino. A due anni di distanza 未来 MIRAI, ottimo disco di debutto, TYTO si presenta con quello che sarà solo il primo di altrettanti micro EP – il progetto ne prevede tre – vere e proprie anticipazioni del nuovo album che dovrebbe vedere la luce nei primi mesi del 2025.

Il brano che da il titolo all’EP introduce la presenza di un ospite d’eccezione come DELLERA, al secolo Roberto Dell’Era, (Afterhours, The Winstons), conosciuto all’interno del programma tv RAI Maledetti Amici Miei condotto da Rocco Papaleo, Alessandro Haber e Sergio Rubini. I due musicisti danno vita a un brano dalla struttura complessa e massiccia: se dal punto di vista vocale la grana di DELLERA e il vocoder di TYTO plasmano paesaggi psych sulle frequenze di un’elettronica fluttuante, fragili figure di piano e un coro liberatorio, a livello strumentale restiamo invasi da una moltitudine di strumenti suonati da TYTO come pianoforte, synth, drum machines, campionamenti vari compresi field recordings, clarinetti bassi e flauti.

Colors, Memories è una canzone che parla di come processiamo le nostre memorie e il passato, di come questo ci influenzi nella quotidianità e come si cerchi, a fatica, di farci i conti. Il primo verso descrive una banale quotidianità che può essere comunque teatro di quell’esistenzialismo da tutti i giorni che ci può avvolgere all’improvviso e in ogni momento. Emergono memorie da elementi apparentemente casuali e innocui, memorie della cui provenienza talvolta non possiamo neanche essere certi. Cosa mi ha ‘sbloccato questo ricordo’? Sarà stata quella tonalità di giallo nella luce di oggi? O quel profumo di alghe secche a riva? Ed inoltre: che significato hanno queste memorie? Come posso non soccombervi?
Scardino

Un’analisi che si ricollega anche al lavoro fatto per il videoclip del brano, con riprese effettuate dallo stesso Scardino sui fondali del Romito, scogliera che si estende tra Livorno e Quercianella:

Si tratta di riprese subacquee che non sono state modificate (escludendo la trasposizione in bianco e nero) alternate a riprese subacquee a cui sono stati fatti interventi con AI, il più delle volte molto leggeri (aumentano d’intensità con lo scorrere del minutaggio). Certi ricordi, nella nostra percezione, hanno dei costanti e cangianti ‘glitch’. L’AI in questo caso sta alla realtà delle immagini come questi glitch ai nostri ricordi, specialmente i più profondi… questa era un po’ la sensazione che volevo ricreare e anche in un certo senso l’aspetto che ho trovato da subito interessante delle produzioni visive con AI: questo raccontare i sogni, i ricordi, i nostri glitch interiori in un modo inspiegabilmente più preciso di quanto possa fare la realtà
Scardino

TYTO, creatura sonoricamente inafferrabile, è tornato con un lavoro a fuoco, capace di raccontare la liquidità spaziale di un genere, l’alt-rock, che sembra legarsi sempre più al bisogno di fotografare il presente, attuando un’analisi sulla memoria, da costruire e da dimenticare, che ci influenza radicalmente. Gli abissi, marini e interiori, vengono disvelati con un’attitudine free che zampilla libera dal talento massiccio di un jazzista come Scardino, una complessità che non si atteggia mai e che mi ricorda la presenza aliena di Robert Wyatt, fra amore e odio per cadute e fondali marini.
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  • 1 Colors, Memories
  • 2 The Best Possible System
  • 3 The Slowest Possible System
  • 4 The Best Possible Instrumental
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