Album

Crépuscule I & II

13 Gennaio 2023 dream fieldrecordings drone ambient elettronica

Con i due volumi di Crépuscule l’artista giapponese prosegue, dopo la colonna sonora di Kuro (2019), l’esplorazione cinematica di panorami a prima vista placidi e sereni, ma sempre con un fondo d’inquietudine che intorbidisce e affascina. Nell’ora e tre quarti del doppio album (dedicato a Peter “Pita” Rehberg, deus ex machina Mego morto prematuramente due anni fa), Tujiko Noriko ci prende delicatamente per mano e ci fa attraversare lo Specchio di un dream pop poco pop senza schemi (dai 2’22” di Prayer ai quasi 24 minuti di Roaming Over Land, Sea And Air), sospeso tra impalpabili melodie e soffi di field recordings (vedi i bambini che giocano in Golden Dusk). Siamo nei territori dell’Eno più bozzettista di Ambient 4: On Land e Apollo  (A Meeting At The Space Station), del Sylvian più ambient (il secondo disco di Gone To Earth, le cose con Holger Czukay), del Budd più ieratico. Il tutto punteggiato dalla vocina soffice à la Julee Cruise di Noriko. In una parola: crepuscolare. Quindi titolo perfetto.

 

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