Album

Soft Tissue

13 Settembre 2024 cantautori orchestrale_sinfonica jazz

Oh vita respira attraverso me, mentre questa luce scende, il mio amore è in fiamme. Sarò sempre uno straniero
Tindersticks, Always a Stranger

Al netto dei lavori su commissione per il cinema, Soft Tissue segna il quattordicesimo album dei Tindersticks. I primi due lavori omonimi della band risalgono rispettivamente al 1993 e al 1995, mentre tre anni fa Distractions ha celebrato i 30 anni di attività del gruppo, accompagnato da un tour celebrativo.

La band di Stuart Staples si è sempre dedicata a un gioco di luci e ombre, tra dark pop, lounge jazz e, più marcatamente dal periodo di Simple Pleasure, il soul della Stax e della Motown. Una musica orgogliosamente old fashioned, pensata per acusmatiche orchestrine (anche orchestre, vedi The Bloomsbury Theatre 12.3.95) o per pochi intimi (Waiting for the Moon), orientata al formato canzone ma anche sperimentale (High Life, Minute Bodies). La voce baritonale del leader Stuart A. Staples si staglia su arrangiamenti esotici che fungono da unguenti (piano Rhodes), profumi (vibrafono, glockenspiel) e fragranze (trombe, clarinetti, violini e sassofoni), caratteristiche che rendono la band un classico senza tempo, un unicum nel panorama musicale.

Dal 2016, con The Waiting Room, la produzione della band è stata reattiva. Gli ultimi due album dei Tindersticks sono stati così opposti: No Treasure But Hope del 2019 è stato un processo di registrazione estremamente naturalistico – in parte come reazione agli anni precedenti di progetti sperimentali (High Life, Minute Bodies), e a sua volta, come reazione a questa purezza, Distractions del 2021 è diventato uno degli album più densi e sperimentali della band. Sembrava fosse giunto il momento di smettere di oscillare tra questi estremi e trovare un modo per coniugare il rigore della scrittura delle canzoni e la gioia di suonare insieme con un approccio sperimentale più rigoroso
Stuart Staples

Soft Tissue non si pone nessun obiettivo se non quello di tornare all’essenza del loro sound: l’accento torna sul songwriting e sulla canzone, con l’inconfondibile crooning al centro di un rinnovato interplay tra i musicisti. In New World Staples canta “Non lasciare che l’amore diventi la mia debolezza”, strofa clou di un ritorno testualmente impressionista ma decisamente immediato e fruibile per resa e produzione.

Il riferimento esplicito è alle riflessive atmosfere dell’album del 2016, The Waiting Room, con Julian Siegel a curare gli ottoni, Dan McKinna gli archi e Gina Foster i cori. Altrove, le cose prendono una piega differente, con la musica che rimane salda nelle orecchie di chi ascolta, pur conservando un elemento di mistero: in Always a Stranger una convergenza parallela con Nick Cave si interseca con il suono di una frontiera immaginaria dei Calexico. Nancy e Falling, the Light (dedicata agli innamorati – è stata condivisa il giorno di San Valentino) esplorano invece il lato più esotico e 50s della loro produzione, con quest’ultima a suo modo legata al mondo di Lewis Carroll.

Tracklist
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  • 1 New World
  • 2 Don't Walk, Run
  • 3 Nancy
  • 4 Falling, The Light
  • 5 Always a Stranger
  • 6 The Secret of Breathing
  • 7 Turned My Back
  • 8 Soon to be Apri
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