Album
Third
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Edoardo Bridda
- 23 Ottobre 2024
S’intitola Third, come l’album degli amati Soft Machine, l’ultima fatica del power trio formato da Enrico Gabrielli, Roberto D’Ellera e Lino Gitto, in arte The Winstons, e con il prog il disco c’entra il giusto.
C’è di sicuro qualcosa della delicatezza e dell’estro di Robert Wyatt (e Daevid Allen), ma niente che abbia a che fare con le tastiere e il modus operandi Mike Ratledge in quel lavoro. Già perché i fratelli coprono uno spettro che va dall’ideale prequel dell’avventura dei canterburiani – i Wilde Flowers – al glam rock e allo scibile delle musiche pop rock degli anni ’70, passando e ripassando sotto le porte dell’alba della psichedelia inglese e dei suoi pifferai prediletti, a partire da Syd Barrett. Unico nome contemporaneo da spendere è quello dei Lemon Twigs, per ovvi motivi e perché citati da Gabrielli in una recente intervista, ma nessun facile paragone è praticabile quando si parla dei Winstons, che fanno musica del passato ma non banalmente citazionista.
Le coordinate sono grossomodo le stesse di Smith, il secondo lavoro del trio che annoverava calibri come Nic Cester, Mick Harvey e Richard Sinclair. Qui, la brotherhood formata da Linnon Winston (quello coi baffi), Rob Winston (quello alto) e Enro Winston (quello coi capelli lunghi) fa tutto da sola (o quasi) e lo fa come al solito molto bene. A coadiuvarli troviamo Carlo Giardina e Pietro Caramelli del Bach Studio di Milano (quello di Toto Cutugno), scelta che ha condizionato la resa sonora del disco: analogica, stereofonica e senza tempo.
A spiccare è Vinegar Way, che risale alle session del primo disco. Un pezzo registrato nel Buckinghamshire, nello studio di Luke Oldfield (il figlio di Mike). Ma è come la matta nel mazzo di un album più accessibile e a suo modo pop.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Break The Seal
- 2 Check It Out
- 3 Song For Mark
- 4 Somewhere in the Mediterranean
- 5 Abie
- 6 Vinegar Way
- 7 Never Never Never
- 8 Winstonland
- 9 Hugging Himself in the Dark of the Park
