Album

Ghost Palace

7 Marzo 2025 pop indie

Per chi non lo conoscesse ancora, Mathias Kom è un eroe di culto indie, in un’epoca in cui gli eroi di culto indie sembrano praticamente estinti. Presentato come una raccolta canzoni da party per l’apocalisse, The Ghost Palace è l’undicesimo album da lui pubblicato con la sigla The Burning Hell (in condivisione con la compagna e multi-strumentista Ariel Sharratt), ed è l’ennesima conferma del talento di songwriter e scrittore di questo professore universitario prestato alla canzone – un tratto che, curiosamente, ha in comune con il compianto David Berman dei Silver Jews, oltre al timbro vocale, lo stile di scrittura, lo scrivere in modo stralunato e profondo della morte e la filosofia DIY.

Gli arrangiamenti di questi nuovi undici brani sono invero piuttosto curati ed elaborati, all’insegna di una palette multicolore (un po’ alla Belle And Sebastian, se volete) la cui varietà stilistica (dal country al reggae al calypso) si adatta alle diverse storie raccontate con ironia e humour dall’autore canadese, il cui baritono non può non far pensare anche a uno Stephin Merritt (Magnetic Fields) o al Bill Callahan più sornione, con l’acume e la capacità di osservazione lirica di un Jarvis Cocker o di un Morrissey (cosa altro è  Celebrities in Cemeteries se non un upgrade di Cemetery Gates?). Un bel dischetto di genere, che vale più di un giro sul piatto anche solo per versi come “ci sono 35 gradi ma sembrano 36 con l’umidità” o l’incipit invero spassoso di Summer Olympics (il fill di batteria In Between Days dei Cure seguito dalle chitarre di Sultans Of Swings).

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Celebrities in Cemeteries
  • 2 My Home Planet
  • 3 Brazil Nuts and Blue Curaçao
  • 4 Luna FM
  • 5 What Does It Do and How Does It Work
  • 6 Bottle of Chianti, Cheese and Charcuterie Board
  • 7 Summer Olympics
  • 8 Duck vs. Decorated Shed
  • 9 Birds of Australia
  • 10 Strange Paradise
  • 11 Ghost Palace
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