Album
Earth Patterns
-
Edoardo Bridda
- 26 Maggio 2022
Il precedente disco era «un viaggio alla deriva nello spazio», questo è «un ritorno sulla Terra». Così Luke Abbott riassume Earth Patterns, secondo album del trio Szun Waves, ovvero il musicista elettronico accompagnato dal sassofonista Jack Wyllie (Portico Quartet) e dal batterista Laurence Pike (Triosk /PVT/Liars).
Il campo d’azione dei tre, comodamente riassunto sotto la label d’acchiappo “cosmic jazz”, è un condensato di psichedelia, ambient e kosmische music. Di questi elementi è fatto il bel singolo d’apertura New Universe, un’epopea spaziale kitsch il giusto, in cui una seriosa verticalità di synth à la Klaus Schulze s’amalgama al decollo di un rassicurante arpeggiatore che accoglierà una fantasmagoria di sax e tastiere in provette freak.
New Hymn To Freedom, il viaggio tra le stelle di cui sopra nonché debut, aveva già fatto da introduzione a questo canovaccio a cui i tre fanno spesso ricorso collocando così la loro proposta all’interno fermento nu jazz londinese e britannico dal lato del jazz rock di matrice cosmica e psych. Una versione aggiornata di quello dei Matching Mole di wyattiana memoria in una prevedibile e affatto politicizzata svolta Sun Ra. Oppure l’inedito progetto di Thom Yorke se si mettesse a fare questo tipo di musica che, beninteso, a differenza degli esempi sopra riportati, è totalmente strumentale e puramente escapista, una fantasia all’ananas di kraftwerkchiana memoria, come è giusto che sia.
Earth Patterns è stato registrato in tre giorni di improvvisazione alla fine del tour di promozione del debut. Al missaggio hanno contribuito James Holden, sodale di Abbot, e David Pye.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Exploding Upwards
- 2 New Universe
- 3 Garden
- 4 In The Moon House
- 5 Be A Pattern For The World
- 6 Willow Leaf Pear
- 7 Atomkerne
