Album

Des Teufels Bad (Original Motion Picture Soundtrack)

8 Marzo 2024 goth elettronica colonnasonora

Disponibile in digitale e prossimamente in vinile più CD, Des Teufels Bad (Original Motion Picture Soundtrack) è la prima colonna sonora, per l’omonimo film dei registi Veronika Franz e Severin Fiala, composta interamente da Soap&Skin, alias della musicista austriaca Anja Franziska Plaschg, anche principale interprete della pellicola, il cui ultimo album From Gas to Solid / you are my friend risale al 2018.

Il lungometraggio, un thriller storico, è stato presentato al Berlin International Film Festival, già uscito nelle sale austriache e in attesa di essere distribuito ovunque. Questa, la sinossi: «Austria, 18° secolo. In un remoto villaggio, circondato da fitte foreste, una donna viene condannata a morte per l’assassinio di un bambino. Contemporaneamente, la giovane Agnes si appresta a sposare il suo amato e si prepara con entusiasmo al matrimonio. Nei giorni che precedono la cerimonia, però, la ragazza comincia a percepire pesantezza nel cuore e nella mente: ora dopo ora si sente sempre più intrappolata in un recinto di pensieri malvagi».

Alla radice del senso di Des Teufels Bad: «In passato si affermava che le persone malinconiche fossero intrappolate nel “bagno del diavolo”. Questo bagno del diavolo si riferisce a un fenomeno che ancora oggi è un tabù sociale e un grave problema: la depressione. In tutta Europa, soprattutto le donne in hanno tentato di porre fine alla propria vita commettendo atti quasi rituali. Speravano in questo modo di sfuggire alla dannazione eterna. Prima della loro esecuzione, potevano confessare il loro crimine e così, dopo la morte, andare in paradiso purificate dai peccati. Solo nei paesi in cui si parla tedesco sono stati documentati oltre quattrocento casi. A quei tempi, contrassegnati da una rigida fede cattolica e protestante, il suicidio era considerato il peggiore di tutti i peccati, soprattutto perché non era possibile pentirsi. A quei tempi la malattia depressiva e il desiderio di morte che erano alla base di questi crimini venivano chiamati colloquialmente il “bagno del diavolo”».

L’ascolto, attraverso dieci brani per mezzora di durata, risulta intanto misterioso e affascinante a prescindere dalla visione a essa strettamente collegata. Plaschg si muove con incisività tra richiami tradizionali e arcane cupezze, senza farsi però mancare il ricorso all’elettronica, decisamente aliena rispetto al contesto, come nella classicità sporcata di mood conturbante di Lenz  – si pensi ad Annihilation (Music From The Motion Picture) di Ben Salisbury & Geoff Barrow come eventuale termine di paragone –  e ancor più in Rattengift, Schlauch e Gedächtnis, pervasi da angoscianti vocalizzi tra profano e sacro. In chiusura, c’è spazio anche per lo spoken word minimalista di Hinrichtung e per il mix di canto etereo e field recording di Maria.

Al disco hanno contribuito Matthias Loibner, alla stesura del pezzo d’apertura Mooreiche, moosige e sopratutto nella cura complessiva del sound, tra rumori e ghironda, e inoltre Veronika Vitazkova al flauto armeno duduk, Emily Steward al violino, Manuel Chittka alle percussioni e Martin Eberle alla tromba nelle improvvisazioni ambient jazzy di Depression.

Quando lo ascolto, posso sentire le mie reazioni a pelle, i miei tremori e incubi di quel periodo. Significa davvero molto per me
Soap&Skin

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Discografia
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  • 1 Mooreiche, moosige
  • 2 Schmetterling
  • 3 Lenz
  • 4 Rattengift
  • 5 Schlauch
  • 6 Depression
  • 7 Freispruch
  • 8 Hinrichtung
  • 9 Gedachtnis
  • 10 Maria
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