Album

Sis

Vibhuti

21 Giugno 2024 easy_listening art folk jazz

Vibhuti, il titolo del terzo album dei Sis (ora one woman band), ci dà già un indizio importante: differentemente dal (sophisti) pop del passato sarà un lavoro incentrato sulla spiritualità.

La variegata strumentazione utilizzata utilizzata per produrlo (harmonium, Rhodes, Roland Juno-106, ARP Odyssey, Hammond B3 organ, Yamaha C-3, piano, chitarra elettrica e acustica, percussioni, sampling, synth bass) suggerisce un variegato blend di note. L’ospite alla chitarra elettrica (Devendra Banhart) attiva a sua volta a una serie di rimandi dall’impronta delicata e pastorale che non si preclude synth pop ed elettronica.

Ad ascolto effettuato, la ricerca della “vibhuti” di Jenny Gillespie Mason si traduce in 10 “sogni curativi” che parlano, a diverse altezze, la lingua di un art pop femminino. Non siamo agli stessi livelli eppure neanche troppo distanti dalla creatività di eccellenze come Cate Le Bon, Bat For Lashes o Sufjan Stevens. E ciò che più conta, non parliamo di banali orientalismi e new age (l’album è ispirato dagli insegnamenti del mistico Sri Aurobindo e dalla sua partner the Mother) ma di un raffinato e avvolgente intingolo sonoro tra psichedelia e spiritual jazz. Il punto debole è rappresentato proprio da canzoni e melodie, pronte a confondersi con la strumentazione eppure perno dell’opera stessa. L’ascolto rimane comunque consigliato.

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  • 1 Cave Of Plenty
  • 2 Mother's Grace
  • 3 Bow to Your Wilderness
  • 4 Splendor
  • 5 Jugaspa
  • 6 Pregnant In Bhutan
  • 7 Center Of The Heart
  • 8 Rose Gold Shoes
  • 9 Mystic Spider
  • 10 Stargate Road
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