Album
Long Drove
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Massimo Onza
- 20 Gennaio 2023
A tre anni da Migrations, il compositore britannico Simon Scott, meglio conosciuto per la militanza come batterista negli Slowdive, torna con Long Drove. Uscito il 20 gennaio 2023 via Room40, il disco vede il musicista impegnato a traslare in suono la sua partecipazione emotiva al contesto naturale a cui fa riferimento il titolo.
Long Drove è una location nelle Fens, vicino alla casa di Scott, situata tra due riserve naturali, Holme Fen e New Decoy, entrambi parte di un progetto di restauro dell’Habitat chiamato The Great Fen Project. Da oltre dieci anni un luogo molto importante per il batterista e che ha già ispirato l’album Under Sea Level (2012).
Vado regolarmente al ponte rotto e senza nome su un lungo canale di scolo che collega le riserve naturali di Holme Fen e New Decoy, semplicemente per ascoltare. Ogni stagione tornavo a osservare le sonorità della fauna selvatica fondersi con il ronzio dei lunghi cavi telefonici che si estendono attraverso le ampie e piatte paludi. Durante le mie visite percepivo diverse caratteristiche sonore all’interno della stessa location e presto ho iniziato a registrarle. Per pura coincidenza la mia bottiglia d’acqua colpì accidentalmente il ponte d’acciaio che risuonò come un gong attraverso il paesaggio della palude. Mi ha ispirato a suonare il ponte come uno strumento musicale a percussione per catturarne le risonanze. Successivamente ho posizionato dei minuscoli microfoni DPA all’interno di una delle aperture verticali del ponte per filtrare le varie sonorità che emetteva e che cambiavano a seconda del punto che colpivo e della stagione in cui mi trovavo
Simon Scott
Il lavoro devia la tecnica dei Disintegration Loops riducendone la maestosità e l’epicità a un raccolto paesaggio interiore. Un insieme di sensazioni amene che tratteggiano la serenità provocata dalla contemplazione di un particolare luogo. L’interiorizzazione del paesaggio naturale a fondersi con i segni della contemporaneità che scivola attraverso nastri progressivamente deteriorati a comporre distese algide e rassicuranti, field recordings filtrati attraverso sistemi di synth analogici per esaltarne i dettagli armonici, rintocchi metallici attutiti dal suono dell’acqua che danno movimento senza increspare lo scorrere delle tracce.
A questo si aggiunge una prospettiva temporale, un insieme di indizi che fondono nel corpo complessivo del disco diverse contingenze, come l’acquazzone improvviso esploso durante le registrazioni sul campo. Un’opera interessante e capace di avvolgere l’ascoltare in una coperta di sonorità rassicuranti.
Tracklist
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Discografia
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- 1 The Black Fen
- 2 Whittlesea Mere
- 3 Holme Fen Posts I
- 4 Holme Fen Posts II
- 5 Holme Fen Posts III
- 6 The Whistling Wire
