Album
ultratronics
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Alessandro Pogliani
- 8 Ottobre 2022
Dopo una decina anni dal leggendario lavoro glitch Supercodex (2013, di cui qui si riprende grafica e tecnica numerica di titolazione), Ryoji Ikeda torna a pubblicare per la (dal 2017 non più Raster-)Noton del collega/amico/omologo tedesco Carsten Nicolai/Alva Noto, proseguendo la (ri)proposizione di lavori d’archivio da qualche anno presentati via Codex Edition, la label personale dell’artista giapponese, sempre più ricercato creatore di immersive opere multimediali (di un recente esempio ne parlava il Guardian qui).
ultratronics assembla e cataloga materiale registrato tra il 1989 e 1999 e composizioni create tra il 2012 e il 2022, di conseguenza il risultato, malgrado la confezione unica, è un eterogeneo album di ricordi elettronici, pagine di foto sonore sfogliate dall’autore con evidente piacere autoentomologico. L’arte di Ikeda è fatta di intuizioni optical in codice binario e precisione ingegneristica al grafene, con copertura totale dello spettro delle frequenze udibili (da affilatissime alte, bisturi laser, a profonde basse, massaggi intramuscolo).
Nello sviluppo dell’opera, aperta (00) e chiusa (16) da un ultratono in la, si intravedono tre sezioni: l’esplorazione dell’anima della Matrice messa in atto da 01 a 06, le memorie Nineties rievocate attraverso la drum machine in gated reverb da 07 a o9, le panoramiche cinematiche da 10 a 15. Si raccomanda l’ascolto in alta risoluzione.
Il primo estratto è un anteprima ultratronics 01. In ascolto nei tab Streaming e Spotify di seguito.
Tracklist
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Discografia
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- 1 ultratronics 00
- 2 ultratronics 01
- 3 ultratronics 02
- 4 ultratronics 03
- 5 ultratronics 04
- 6 ultratronics 05
- 7 ultratronics 06
- 8 ultratronics 07
- 9 ultratronics 08
- 10 ultratronics 09
- 11 ultratronics 10
- 12 ultratronics 11
- 13 ultratronics 12
- 14 ultratronics 13
- 15 ultratronics 14
- 16 ultratronics 15
- 17 ultratronics 16
