Album
Tread
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Edoardo Bridda
- 24 Ottobre 2021
A tre anni dal debut Family Portrait, il cui titolo faceva riferimento alla sua famiglia di raver, ricordi e video annessi e connessi, Felix Clary Weatherall, eclettico producer di South London, torna con Tread, rimanendo sulle medesime, nostalgiche, coordinate, anzi calcando proprio su quelle come unica exit strategy da un presente che non promette niente di buono.
A partire da The Daisy e, a seguire, con Love Divide, il disco sembra un campionario di ricordi e passioni che Weatherall condivide con gente come Four Tet e Floating Points: in primis, 2 step e UK garage; a corollario, tutti gli strati di glassa r’n’b, trance e ambient che ci si possono infilare nel mezzo. Tread non è un disco revival di quelle sonorità, è un lavoro che le rivive dalla proverbiale cameretta o, se vogliamo, il disco di uno che ha già nostalgia delle produzioni d’inizio anni ’10 di Kieran Hebden.
Al prefisso future che due lustri fa ben s’è appiccato a gente come Machinedrum e Falty Dl, Ross From Friends preferisce un suffisso di live-tronica da cameretta fatta di synth saturi e fanciulleschi, voci burialesche e un parco ritmi qui più vivaci, lì più distesi (A Brand New Start). Tutte cose ben prodotte (il ragazzo si è fatto una sua patch per Max for Live), suonate con la giusta dose di trasporto, ma che mai imboccano soluzioni differenti da quelle che abbiamo già ascoltato fino allo sfinimento negli anni ’10 (Revelkers).
Avvolto da una tiepida ovatta, Tread sembra una prigione dorata per il suo autore: spetta a noi decidere se entrarci o meno.
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