Album
Saccades
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Mauro Bonomo
- 29 Gennaio 2023
Nato in seguito a una residenza di Rian Treanor nel quartier generale di Nyege Nyege a Kampala, Saccades è il disco che vede il producer collaborare e dialogare con il violinista Acholi Ocen James. Gli acholi, popolo originario dell’odierno Sud Sudan, hanno vissuto anni di tremenda persecuzione a cavallo del nuovo millennio, emarginati e deportati dalle forze del governo centrale ugandese.
Frutto di una intensa affinità creativa, il disco si muove su interessanti tecniche software di modellazione fisica del suono messe in campo dall’artista inglese, volte a dar forma a una sorta di strumento virtuale basato sulle accordature dell’a’dungu – un’arpa ad arco – che gli ha permesso di dialogare con il rigi rigi di James, un violino a corda singola. Quel che si svolge, per dirla in termini meno tecnici ma più efficaci, è una vera e propria interazione tra digitalismi sintetici e melodie che affondano le radici nel folk ugandese. Capita così di venire trasportati nell’energia dirompente di una dancehall mai sentita prima (Agoya) o nel techno futurismo sorprendentemente quasi beat-less (The Dead Centre); i due si inerpicano dentro poliritmi massaggia-cervello (Bunga Bule) non disdegnando qualche improvvisazione che non sfigurerebbe in una suite di Coleman (As It Happens), il tutto ammaliando costantemente con il fascino di ciò che coniuga in sé stesso spiragli di nuove prospettive e la mistica di una tradizione che non ha alcun motivo per restare immobile.
Un disco che ci ha messo quasi cinque anni a vedere la luce, ma che – inserendosi nel filone più vitale dell’elettronica contemporanea – porta un contributo se non definitivo quantomeno importante che veicola gli algo-ritmi di Treanor in un dancefloor decisamente meno algido rispetto a quanto ci ha abituati, affiancandolo e intrecciandolo con la vitalità di James e l’antico, estatico messaggio del ballo (Rigi Rigi, da ultimo e definitivo in questo senso).
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