Album

Chalice

10 Novembre 2023 pop rock indie dream

Quando emersero tra il 2012 e il 2013, i  Pure Bathing Culture erano uno dei tanti progetti dream pop che in quel periodo spuntavano a cadenza quasi settimanale. L’hype – seppur confinato agli appassionati del genere o più in generale alla scena hip del periodo – non mancava, ma dopo un esordio abbastanza chiacchierato (Moon Tides, 2013) i due di Portland (Sarah Versprille e Daniel Hindman) non riuscirono mai ad alzare l’asticella, rischiando di finire nel dimenticatoio.

Facile quindi reagire con stupore alla notizia di un nuovo album (intitolato Chalice) a ben quattro anni di distanza da Night Pass. Il fulcro stilistico non si è praticamente spostato di un millimetro (parliamo ancora di dream pop raffinato con forti rimandi 80s) ma se nel debutto era palpabile ancora il retrogusto – anche estetico – chillwave e nei lavori successivi si erano fatti largo elementi sophisti-pop (non a caso nel 2017 pubblicarono il cover album di Hats dei Blue Nile), in Chalice il suono si fa più imponente e si sentono maggiormente certe memorie a cavallo tra ottanta e novanta (Cocteau Twins su tutti).

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