Album
La ragazza che suonava il piano
-
Fabrizio Testa
- 7 Marzo 2026
Un artista ancora in divenire, ma già riconoscibile, che lascia intuire la direzione del percorso. Dopo il suggestivo AMANDA, uscito lo scorso anno, Prima stanza a destra torna con La ragazza che suonava il piano, secondo EP che aggiunge un nuovo tassello a una scrittura ancora in evoluzione, ma sempre più consapevole dei propri mezzi.
Se il debutto viveva di aforismi elettronici, costruiti attorno a frasi-manifesto intrise di malinconia, qui il producer di casa Sugar propone otto brani più strutturati e vicini alla forma-canzone. Non è una rottura netta rispetto al passato, ma un piccolo scarto, un’evoluzione misurata e percepibile.
Restano synth, dream-pop, nostalgia programmata e il tòpos della musa misteriosa. Affiorano però segnali nuovi: la prima chitarra in Listz, il primo featuring (2 AM con Drast), la scrittura più frontale in Ad ogni costo. Elementi che ampliano il raggio d’azione senza cambiare pelle al progetto.
Qualche limite di ripetitività resta, soprattutto quando formule e immagini si rincorrono. Eppure, nei pezzi equilibrati emerge lucidità compositiva e maturazione concreta: è il caso di Infinito, tra i momenti più riusciti del disco. Se AMANDA è stato il Big Bang, La ragazza che suonava il piano è una presa di coscienza chiara di quanto ci sia oltre la patina estetica della Gen Z.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 Ho paura del futuro
- 2 Tu non vuoi nessuno
- 3 2 A, (feat Drast)
- 4 Liszt
- 5 Migliore amica
- 6 Ad ogni costo
- 7 Infinito
- 8 Accanto a me
