Album

MotherFather

14 Aprile 2023 pop rock indie elettronica

Ben otto anni separano La vie est belle / Life is Beautiful, l’album d’esordio di Petite Noir da questo MotherFAther ma a Yannick Ilunga continua a piacere il termine di noirwave per definire la sua arte. Secondo lui si tratta di una fusione tra estetiche punk e il frammentato universo delle musiche della diaspora africana contemporanea.

Più nello specifico parliamo di una proposta post-punk molto sbilanciata sul lato dei ritmi e dell’elettronica che per convergenze e intersezioni di stili e generi tocca i Tv On The Radio e Kele dei Bloc Party prima e gli Young Fathers poi, in pratica l’evoluzione sintetica e in direzione r’n’b del revival degli anni ’00. Che alla produzione di questa seconda prova ci sia Dave Sitek non sorprende dunque, ma la sua è soltanto una delle collaborazioni del disco assieme ai meno noti CID RIM (il viennese Clemens Bacher, già al lavoro con Theophilus London), Moshik Kop, Tropics e Futura.

Dove La vie est belle / Life is Beautiful era fluido e dinoccolato, MotherFAther sa essere ruvido e incazzato (777) ma anche straniante (Blurry) senza negarsi una buona manciata di pezzi filo-pop che sono poi il nuovo volto del progetto Petite Noir (Finding Paradise, Simple Things, Finding Paradise, Best One ecc.).

A rimanere è la qualità nella varietà di una scaletta compatta (10 brani per 27 minuti di durata) e a fuoco, in cui a spiccare sono proprio gli episodi con i featuring. La sopracitata Blurry con Sampa The Great è splendidamente beckiana, Simple Things con Theo Croker tira in ballo contrappunti funky e campionamenti old fashioned triangolando Kingston, Bristol e la Londra cartoon dei Gorillaz. Un gradito ritorno.

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Discografia
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  • 1 777
  • 2 Blurry (feat. Sampa The Great)
  • 3 Numbers
  • 4 Concrete Jungle
  • 5 Skit
  • 6 Finding Paradise
  • 7 Simple Things (feat. Theo Croker)
  • 8 Best One
  • 9 Love Is War
  • 10 Play
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