Album
Ginkgo
-
Riccardo Zagaglia
- 5 Aprile 2025
La storia dei Panchiko è senza dubbio una delle più incredibili tra quelle nate dalla relazione tra la musica e internet.
E’ la storia di una delle tante, tantissime, band adolescenziali nate in UK sulla scia del britpop e del nascente post-britpop alla fine degli anni ’90. Quattro ragazzini di Nottingham (Owain Davies, Andrew Wright, Shaun Ferreday e John) che nel 2000 si autoprodussero l’EP D>E>A>T>H>M>E>T>A>L, distribuendolo in una manciata di copie in CD (pare una trentina) prima di sciogliersi.
Caso vuole però che 2016, una copia del loro EP fu stata trovata in un negozio di beneficenza locale da un utente anonimo di 4chan che incuriosito caricò i brani online chiedendo informazioni su questo lavoro sconosciuto realizzato da una band altrettanto sconosciuta. In poco tempo anche altre community (Reddit, Discord e YouTube…) iniziarono ad interessarsi alla causa creando un vero proprio culto, tra l’altro alimentato dalle sonorità distorte e spettrali dovute al fatto che la copia originale del cd era degradata. Una sorta di ricerca globale terminata nel 2020 quando i membri originali sono stati finalmente rintracciati, all’epoca completamente all’oscuro di questo interesse nei loro confronti. Un interesse che nel giro di poche settimane ha portato la band a riunirsi e ad annunciare il primo concerto in 20 anni, a Nottingham nel dicembre 2021.
Nel 2023 Panchiko sono tornati a pubblicare musica con un album di debutto (Failed at Math(s)) decisamente smussato rispetto al promo-demo D>E>A>T>H>M>E>T>A>L del 2000 (che nel frattempo è stato rimasterizzato) ma che gli ha permesso di portare la propria musica in tour anche fuori dai confini nazionali, Italia esclusa (le date all’Arci Bellezza di Milano e al Covo di Bologna furono annullate). Due anni più tardi Owain Davies e compagni pubblicano Ginkgo, un album più a fuoco nella sua globalità, probabilmente privo di un grande fascino stilistico ma comunque composto con gusto.
È musica che per certi versi sembra ancora ancorata al 2000 e al periodo in cui il post-britpop più malinconico ancora aveva modo di flirtare con i ritmi lenti di certo downtempo/trip hop e l’indietronica iniziava ad instaurarsi come alternativa all’indie chitarre-centrico. Un dream pop che vive per conto suo, lontano dalle origini 4AD, dalle influenze shoegaze e dal revival anni 10. Curioso – ma comunque azzeccato – il featuring di Billy Woods nel singolo psych-pop Shandy in the Graveyard.
Tracklist
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Voti
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Discografia
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- 1 Florida
- 2 Ginkgo
- 3 Shandy In The Graveyard (Featuring billy woods)
- 4 Honeycomb
- 5 Shelled and Cooked
- 6 Lifestyle Trainers
- 7 Chapel of Salt
- 8 Vinegar
- 9 Mac's Omelette
- 10 Subtitles
- 11 Formula
- 12 Rise & Fall
- 13 Innocent
