Album

Sundial

11 Agosto 2023 rap hiphop

Secondo album di Noname dopo l’ottimo Room 25 del 2018 (ve ne parlammo qui), Sundial arriva in veste di gradita sorpresa visto che la ragazza sembrava aver preso strade altre rispetto alla musica, tra apertura di biblioteche e circoli di lettura, per cui l’interesse pareva in diminuzione. Invece (ri)eccola qui, esattamente col disco che ci si aspettava – siamo sempre dalle parti del consueto jazz-hop super elegante e proprio per questo un po’ prevedibile – ma con una lingua ancor più appuntita.

Se la prende addirittura con buona parte dello star-system afroamericano più in vista: Jay-Z, Beyoncé, Obama, perfino Kendrick. Anti-colonialismo, anti-militarismo, anti-un po’ tutto. Poi tra i feat. ci trovi Jay Electronica – uno che tra posizioni anti-semite e collusioni con Jay-Z a regola in questo disco non dovrebbe starci – e quindi si fatica un poco a capire dove inizi la serietà dell’operazione, ma tant’è. Musicalmente si “spazia” tra gospel (Gospel? appunto), giri più funk ma sempre morbidissimi (Hold me down) e tante sfoglie jazzate.

Il rap è sempre fluviale, soffuso, al confine con lo spoken-word. La rabbia politica è resa in punto di fioretto e questo sembra essere il registro definitivo di Noname, che ha tanto da dire e pochi modi, ma molto efficaci, per farlo.

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Discografia
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  • 1 ​​​​​​black mirror
  • 2 ​​​​​​hold me down (Ft. Jimetta Rose & The Voices of Creation)
  • 3 ​​​​​​balloons (Ft. Eryn Allen Kane & Jay Electronica)
  • 4 ​​​​​​boomboom (Ft. Ayoni)
  • 5 ​​​​​​potentially the interlude
  • 6 ​​​​​​namesake
  • 7 ​​​​​​beauty supply
  • 8 ​toxic
  • 9 ​afro futurism
  • 10 ​​​​​​gospel? (Ft. ​billy woods, $ilkMoney & STOUT (R&B)
  • 11 ​​​​​​oblivion (Ft. Ayoni & Common)
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