Album
Passenger
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Orazio Sturniolo
- 10 Ottobre 2025
In Passenger, i Nightbus si muovono dentro un presente disilluso, fatto di vetro e cemento bagnato. Il trio di Manchester — Olive Rees, Jake Cottier e Zac Melrose — debutta con un album che è al tempo stesso viaggio urbano e psiche allo specchio: tra doom, incertezze e dipendenze, l’ascoltatore attraversa spazi liminali dove la notte si fonde con il giorno e il reale con il sogno.
L’album intreccia pulsazioni elettroniche e chitarre wave-rock, con rimandi a New Order (Angels Mortz), battute spezzate UK garage e sporadici richiami rave (Somewhere, Nowhere), sfumando talvolta in acid (Ascension) o, più canonicamente, in una catarsi melodica à la XX e Slowdive. Landslide riporta le lancette indietro a un ballabile à la Joy Division, solo per scioglierlo in una miscela dreamy; Host, invece, sceglie le vie di Bristol per un racconto febbrile e narcotico.
Registrato a The Nave di Leeds con Alex Greaves, Passenger alterna riverberi, batterie compresse e melodie ossessive, evocando una tensione costante che trova pieno compimento nelle performance multimediali del gruppo. Il “Gotham” personale della band si estende tra Manchester e Stockport, tra città e periferia, tra energia urbana e spazi industriali, e tutto questo si respira nell’album come sfondo e cornice delle loro storie.
I riferimenti ci sono, il bisogno di non affidarsi a un solo immaginario pure ed è un fatto generazionale, ma ai Nightbus manca ancora qualcosa per smarcarsi dalla musica che amano (e amiamo) per farne qualcosa di personale, un veicolo per raccontare la loro storia, al riparo della confort zone di un immaginario di per sé fascinoso e mai davvero storicizzato.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Somewhere, Nowhere
- 2 Angles Mortz
- 3 False Prophet
- 4 Fluoride Stare
- 5 The Void
- 6 Ascension
- 7 Just a Kid
- 8 Host
- 9 Landslide
- 10 Renaissance
- 11 7AM
- 12 Blue In Grey
