Album

Muramuke

21 Ottobre 2022 elettronica electronica

Muramuke è il nuovo progetto di Mattew Herbert e Barbara Panther in area post-colonialismo e paraggi. I due si sono scambiati file tra Germania e Inghilterra durante il lockdown con quest’ultima a portare nel disco una storia fatta di immigrazione (è una rifugiata ruandese), guerra, ingiustizie e prepotenze. La sua presenza vocale nelle 14 tracce dell’omonimo debutto è potente e politica e così i suoi stili di canto, dal declamato al melodico (pop come r’n’b) ai gradienti intermedi, un combattivo mix tra M.I.A (Never Been Your Business), Karin Dreijer (Wagon) e Poly Styrene (U.S. Of Pain).

Herbert dal canto suo apparecchia compatti ritmi tribali e distopico-caraibici unendo ancestrale e cibernetico, concreto e elettronico. Ne viene fuori un maculato serpente sonico che s’insinua sulle tribali note di B side oppure s’infila sottopelle (Teeth) per poi uscire allo scoperto (Never Been Your Business) e rintanarsi nuovamente (Hole). Se certi episodi fanno persino pensare a dei Residents alle prese con improbabili cover di Nina Simone, quel che ascoltiamo è un variegato set di ritmi e groove messi al servizio di una carismatica cantante che alternando declami politici e versatilità canora è la vera regina dell’album.

Muramuke in ruandese significa “buonanotte” ma quelli di Panther e Herbert non sono affatto sonni tranquilli.

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