Album

Belaya Polosa

6 Settembre 2024 80s synthpop goth post-punk

Calati in un ben riconoscibile immaginario tra Nitzer Ebb, Clock DVA e Depeche Mode, i Molchat Doma continuano il loro percorso nella retromania tra 80s e 90s, mescolando ritmiche EBM industrial, cangiante croonerismo soul e, a sorpresa, aperture pop. Belaya Polosa, quarto album sulla lunga distanza, arriva a ben tre anni dal “panedmico” Monument ed è il primo registrato dalla formazione bielorussa a Los Angeles, in California.

Nel disco di Egor Shkutko, Roman Komogortsev e Pavel Kozlov, spiccano voce, chitarre e basso che rimandano a Violator, il più americano dei dischi dei Depeche Mode. Se le atmosfere e il piano della gotica Beznadezhnyy Waltz puntano decisamente verso Est, con il suo valzer gotico di nome e di fatto, Belaya Polosa si conferma come la prova più varia e spendibile finora prodotta dalla formazione. Chernye Tsvety introduce persino ritmi baggy e chitarre marittime, alla faccia della copertina brutalista, mentre III guarda al synth pop da classifica degli anni ’80. In Ne Vdvoem, Egor canta in modo romantico e decadente, ispirato da Morrissey. Oltre agli arrangiamenti e al fascino nostalgico di soviet e post-soviet, i Molchat Doma hanno anche le canzoni? Difficile rispondere affermativamente.

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Discografia
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  • 1 Ty Zhe Ne Znaesh Kto Ya
  • 2 Kolesom
  • 3 Son
  • 4 Belaya Polosa
  • 5 Beznadezhnyy Waltz
  • 6 Chernye Tsvety
  • 7 III
  • 8 Ne Vdvoem
  • 9 Ya Tak Ustal
  • 10 Zimnyaya
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