Album
Belaya Polosa
-
Edoardo Bridda
- 6 Settembre 2024
Calati in un ben riconoscibile immaginario tra Nitzer Ebb, Clock DVA e Depeche Mode, i Molchat Doma continuano il loro percorso nella retromania tra 80s e 90s, mescolando ritmiche EBM industrial, cangiante croonerismo soul e, a sorpresa, aperture pop. Belaya Polosa, quarto album sulla lunga distanza, arriva a ben tre anni dal “panedmico” Monument ed è il primo registrato dalla formazione bielorussa a Los Angeles, in California.
Nel disco di Egor Shkutko, Roman Komogortsev e Pavel Kozlov, spiccano voce, chitarre e basso che rimandano a Violator, il più americano dei dischi dei Depeche Mode. Se le atmosfere e il piano della gotica Beznadezhnyy Waltz puntano decisamente verso Est, con il suo valzer gotico di nome e di fatto, Belaya Polosa si conferma come la prova più varia e spendibile finora prodotta dalla formazione. Chernye Tsvety introduce persino ritmi baggy e chitarre marittime, alla faccia della copertina brutalista, mentre III guarda al synth pop da classifica degli anni ’80. In Ne Vdvoem, Egor canta in modo romantico e decadente, ispirato da Morrissey. Oltre agli arrangiamenti e al fascino nostalgico di soviet e post-soviet, i Molchat Doma hanno anche le canzoni? Difficile rispondere affermativamente.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Ty Zhe Ne Znaesh Kto Ya
- 2 Kolesom
- 3 Son
- 4 Belaya Polosa
- 5 Beznadezhnyy Waltz
- 6 Chernye Tsvety
- 7 III
- 8 Ne Vdvoem
- 9 Ya Tak Ustal
- 10 Zimnyaya
