Album
We Always Had Tomorrow
-
Elia Galli
- 23 Marzo 2025
Miami Horror, che si presentano sul loro sito come “australian indie dance music project”, in origine one-man band del fondatore Benjamin Plant, si trasformano in gruppo tra il 2008 e il 2009 con l’entrata in scena di Daniel Whitechurch, fissando così la combo produttiva con Plant che dura tutt’ora, ma anche con la collaborazione di altri musicisti per i concerti dal vivo.
L’esordio formato album è Illumination, del 2010, ma già dal 2007 i Miami Horror – sia Plant da solo che con Whitechurch – pubblicano EP e remix vari (da ricordare soprattutto quello di Embrace, pezzo dei connazionali PNAU, in coppia con Fred Falke), sempre su frequenze nu-disco, electro-pop danzerecce, con chiarissimi riferimenti 80s.
Niente di veramente nuovo per We Always Had Tomorrow, album pubblicato da Nettwerk, che quindi rimane un disco di buona fattura, colorato e vivace, ma forse destinato solo ai seguaci e ai nostalgici quella scena nu-disco di fine noughties.
Tra le tracce in scaletta, Together è french-house già dal titolo in sincera venerazione per l’epopea Roulé/Crydamoure, Remember è un lontano ricordo del Benjamin Diamond di In Your Arms, Glowin’ sposta il tiro su cose smaccatamente 80s, e allo stesso modo Don’t Leave Me (In The Sunshine) recupera sonorità disco 70s.
Tracklist
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Discografia
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- 1 AURORA/DEAD FLOWERS
- 2 ANOTHER TIME
- 3 BEYOND US
- 4 TOGETHER
- 5 GLOWIN'
- 6 DON'T LEAVE ME (IN THE SUNSHINE)
- 7 REMEMBER
- 8 (OBLIVION)
- 9 WE'RE ALL MADE OF STARS
- 10 (CHILDHOOD)
- 11 LOST SEASONS
