Album

Horror

4 Aprile 2025 rock punk reggae folk

A quasi cinquant’anni dal debutto, i Mekons tornano con Horror, primo lavoro pubblicato su Fire Records e lucida riflessione sul presente più malato e sulle sue radici storiche. Un album che, fedele allo spirito postmoderno e anarcoide della band, disegna un collage sonoro e lirico in cui convivono imperi in frantumi, crisi climatiche, fantasmi del colonialismo e derive autoritarie, il tutto immerso in un pastiche musicale dal residuo fisso punk che abbraccia tanto i Clash e i PiL, quanto i R.E.M. e i Chills, Dylan e i Pogues, attraversando reggae (The Western Design) and roll (Glasgow), dub tagliente (War Economy), noise, country ballad (Fallen Leaves), rock narrativo (Mudcrawlers), music hall, polka fino a valzer sintetici più agri che dolci come Sanctuary e soprattutto Sad And Sad And Sad.

Mudcrawlers evoca carestie irlandesi e migrazioni verso il Galles, Fallen Leaves mette in scena l’apocalisse climatica in chiave gotico-horror. War Economy incarna l’irrequietezza di un mondo che crolla sotto l’assedio del profitto. Un disco che racconta il presente senza fare sconti, dissonante ma lucidissimo, in cui i testi pesano quanto gli arrangiamenti. I Mekons non chiedono permesso: colpiscono, ancora.

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Discografia
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  • 1 The Western Design
  • 2 Sad
  • 3 Glasgow
  • 4 Fallen Leaves
  • 5 War Economy
  • 6 Mudcrawlers
  • 7 A Horse Has Escaped
  • 8 Private Defense Contractor
  • 9 Sanctuary
  • 10 Surrender
  • 11 You're Not Singing Anymore
  • 12 Before The Ice Age
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