Album

I Got Heaven

1 Marzo 2024 rock punk indie

Cinque anni dopo Patience, i Mannequin Pussy di Marisa Dabice, una delle band più coccolate da Pitchfork, tornano sulle scene con il loro indie rock conturbante e urlato, una proposta che oggi abbraccia tanto le Hole per urgenza e alternanza tra delicatezza e detonazione, quanto i gruppi contemporanei che più pedissequamente hanno ripreso certi 90s in bilico tra chitarre taglienti e melodia, vedi Cloud nothings.

Non mancano i numeri da big stage (Nothing Like), le influenze shoegaze (I Got Heaven), la ballad dall’appeal radiofonico (I Don’t Know You), un intimismo scazzato altezza Pavement (Split Me Open) e chiaramente i numeri più incazzosi, spediti e garagisti in continuità con gli esordi (Ok? Ok! Ok? Ok!, Of Her). In passato la band di Philadelphia era dichiaratamente a trazione punk, oggi seguendo un po’ la scia dei Turnstile si presenta come qualcosa di più camaleontico e vario senza che la sua identità, benché non di quelle riconoscibilissime, ne perda in efficacia e comunicabilità. È infatti nei testi, un mix di vulnerabilità e rivalsa, che oltreoceano hanno puntato la lente per magnificarne le qualità.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 I Got Heaven
  • 2 Loud Bark
  • 3 Nothing Like
  • 4 I Don't Know You
  • 5 Sometimes
  • 6 Ok? Ok! Ok? Ok!
  • 7 Softly
  • 8 Of Her
  • 9 Aching
  • 10 Split Me Open
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