Album
I Got Heaven
-
Edoardo Bridda
- 1 Marzo 2024
Cinque anni dopo Patience, i Mannequin Pussy di Marisa Dabice, una delle band più coccolate da Pitchfork, tornano sulle scene con il loro indie rock conturbante e urlato, una proposta che oggi abbraccia tanto le Hole per urgenza e alternanza tra delicatezza e detonazione, quanto i gruppi contemporanei che più pedissequamente hanno ripreso certi 90s in bilico tra chitarre taglienti e melodia, vedi Cloud nothings.
Non mancano i numeri da big stage (Nothing Like), le influenze shoegaze (I Got Heaven), la ballad dall’appeal radiofonico (I Don’t Know You), un intimismo scazzato altezza Pavement (Split Me Open) e chiaramente i numeri più incazzosi, spediti e garagisti in continuità con gli esordi (Ok? Ok! Ok? Ok!, Of Her). In passato la band di Philadelphia era dichiaratamente a trazione punk, oggi seguendo un po’ la scia dei Turnstile si presenta come qualcosa di più camaleontico e vario senza che la sua identità, benché non di quelle riconoscibilissime, ne perda in efficacia e comunicabilità. È infatti nei testi, un mix di vulnerabilità e rivalsa, che oltreoceano hanno puntato la lente per magnificarne le qualità.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 I Got Heaven
- 2 Loud Bark
- 3 Nothing Like
- 4 I Don't Know You
- 5 Sometimes
- 6 Ok? Ok! Ok? Ok!
- 7 Softly
- 8 Of Her
- 9 Aching
- 10 Split Me Open
