Album
Hex Key
-
Edoardo Bridda
- 13 Aprile 2025
Giocosa e imprevedibile, l’instabile miscela dei Mamalarky approda su Epitaph. Terzo lavoro sulla lunga distanza, Hex Key ne mostra le migliori caratteristiche sotto forma di un luccicante puzzle musicale che spazia attraverso diverse latitudini dell’indie pop e del rock (art, noise, synth, rrriot, psych, space, jap…), con un tocco di R&B.
A tenere insieme la produzione che mescola le eccentriche anime del gruppo troviamo Livvy Bennett, che ha curato anche l’ingegneria del suono, mentre Michael B. Hunter ha contribuito nella produzione, nell’ingegneria e nel missaggio. Il risultato è senza dubbio buono e promettente.
Quando la band riesce a trovare il giusto equilibrio tra pieni e vuoti, tra strappi di pura vitalità simil Deerhoof e momenti sospesi o introspettivi à la Stereolab o Crumb e più in generale tra virtuosismo (senza arrivare agli eccessi math-pop dei Palm) e immediatezza le cose si fanno davvero interessanti. Resta però un equilibrio ancora instabile, sul quale i Mamalarky dovranno lavorare per far fare al loro stile il vero salto di qualità: diventare una band che non solo affascina per stranezza e complessità, ma che riesce anche a farsi riconoscere, compiutamente, per ciò che è. Non è detto che la fama tardi ad arrivare e che possa arrivare con l’aiuto di qualche playlist indie-generalista sulla scia del successo dei Marías o di qualche viralità via-TikTok.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Broken Bones
- 2 Won’t Give Up
- 3 The Quiet
- 4 Hex Key
- 5 Anhedonia
- 6 #1 Best of All Time
- 7 Take Me
- 8 MF
- 9 Blow Up
- 10 Blush
- 11 Nothing Lasts Forever
- 12 Feels So Wrong
- 13 Here’s Everything
