Album
One Wayne G
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Andrea Campana
- 21 Aprile 2023
Sono esattamente 199 le tracce che il sempre eccentrico Mac DeMarco mette in fila una dietro l’altra in One Wayne G, un album strabordante della durata di quasi nove ore in totale. Lo stile è quello che ci si può aspettare: un rock-jazz sottile e silenzioso fatto di improvvisazioni strumentali, riff ripetuti con tutta la calma e la pacatezza della sua pennata, motivi semi-psichedelici che sanno a tratti di vaporwave e derive folk volutamente lo-fi in pieno spirito bedroom pop.
Quello che ne emerge è un artista che oggi più che mai conferma di essere assolutamente fedele a idee e stile, del tutto alieno agli interessi delle classifiche, dell’industria e di quello che viene chiamato il mainstream. Un personaggio più che mai alternativo, sempre schivo e come vediamo incapace di compromessi; disposto, anzi, a sfruttare l’occasione della distribuzione digitale per far conoscere la propria opera al pubblico senza filtri e limiti dovuti ai supporti fisici.
Il disco, o meglio la lunga collezione di canzoni, è una sorta di diario sonoro organizzato in ordine cronologico con le relative date (la prima è 12 maggio 2018, l’ultima 14 gennaio 2023), ciascuna corrispondente a un brano strumentale registrato dal cantautore canadese in quella occasione e tenuto da parte, forse per un progetto come questo o forse perché non sapeva che farsene ma gli piaceva troppo per non conservarlo.
Gran parte delle composizioni sono molto brevi, parecchie rimangono sotto il minuto e le altre vanno raramente oltre i tre o quattro minuti di durata; ci sono però eclatanti eccezioni, come per esempio 20190826, che dura ben ventidue minuti. Se la chitarra in stile classico Mac DeMarco è protagonista di quasi tutti brani non mancano momenti in puro stile ambient, come la raffinata 20191229, con tastiere o suoni e rumori rarefatti e appena udibili. Solo alcune delle canzoni riportano dei titoli e sembrano provvisori o pensati sul momento, come I Like Her o Cowboy Shit.
Il lavoro precedente del cantautore, Five Easy Dogs, è uscito lo scorso 20 gennaio e presentava tratti stilistici molto simili a quest’album ma era concettualmente organizzato e naturalmente molto, molto più breve. Su SA potete leggere un approfondimento di carriera dedicato a Mac DeMarco, a cura di Edoardo Bridda.
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